Le sanzioni alla Russia, lo Ior e il quantitative easing

Rassegna della stampa estera a cura dell'Agenzia Nova. Oggi articoli da New York Times, Monde, Wall Street Journal e Bloomberg Business Week.

Le sanzioni alla Russia, lo Ior e il quantitative easing

POLITICA

 


Ucraina: l'Europa rinuncia a sanzionare la Russia

 

Parigi, 9 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - Non c'è nessun reale accordo tra i paesi dell'Unione Europea su ulteriori sanzioni da adottare oppure no alla Russia per il suo coinvolgimento nel conflitto in Ucraina: riunito a Riga, in Lettonia, per un consiglio "informale", i ministri degli Esteri Ue sono però riusciti abilmente a mascherare le loro divergenze sulla questione congelando la situazione attuale che vede il sequestro dei beni ed il divieto di concedere visti di ingresso nei 28 paesi dell'Unione a 151 personalità russe e ucraine filo-russe. Pur chiedendosi se il presidente russo, Vladimir Putin, abbia veramente voglia o interesse di rispettare gli accordi di Minsk, una buona parte degli Europei ritiene che egli in realtà il Cremlino punti a destabilizzare l'intera Ucraina; e tuttavia Parigi, Berlino ed altre capitali continuano a scommettere sulla fragile via diplomatica. Ufficialmente è questa la linea seguita, anche se le divergenze emergono sempre più nettamente: la Gran Bretagna vuole un piano di nuove misure restrittive nei confronti della Russia che siano rapidamente applicabili in caso di peggioramento della situazione sul terreno; la Lituania ritiene che si debba fare di tutto per "isolare maggiormente" la Russia; Spagna ed Italia invece evocano la necessità di "dare una chance alla pace" e criticano l'idea stessa di nuove sanzioni: E mentre la Grecia chiede addirittura che il dossier russo-ucraino non sia più considerato prioritario, il Belgio sottolinea al contrario che non bisogna dimenticare l'annessione della Crimea e sostiene la necessità di ridefinire il futuro delle relazioni tra l'Ue e la Russia. Quest'ultima questione non potrà essere separata dalla riflessione più generale sul Partenariato orientale che sarà il tema centrale del vertice ufficiale di maggio in Lettonia: il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, a questo proposito ha lanciato una consultazione sul futuro dei rapporti tra l'Unione ed i suoi vicini dell’Est e del Sud. Intanto però, a Riga gli Europei hanno scansato ulteriori difficoltà al proprio interno evitando del tutto discutere la questione, anch'essa assai sensibile, dell'assistenza militare all'Ucraina. Anche se essa è stata sollevata dalla Polonia: il capo del Consiglio polacco per la sicurezza, Stanislaw Koziej, alla vigilia aveva affermato che "è nell'interesse dell'Europa rafforzare l'esercito ucraino". Si tratta di una posizione che divide ulteriormente i paesi Ue: si va dalla Francia che si oppone decisamente alla fornitura di qualsiasi equipaggiamento militare all'Ucraina, alla Gran Bretagna che invece già fornisce in maniera unilaterale alle forze armate ucraine equipaggiamenti definiti "non letali".

Leggi l'articolo del Monde

 

Libia, l'inviato dell'Onu favorevole a un blocco navale

 

New York, 9 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - L'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Bernardino Leon, è favorevole alla mobilitazione di un blocco navale al largo delle coste del Paese nordafricano per prevenire il contrabbando di armi e la vendita illegale delle risorse petrolifere nazionali, oltre che per garantire la sicurezza della vicina Italia, punto d'approdo di flussi migratori senza precedenti e a rischio di infiltrazioni terroristiche. “C'è una misura che l'Unione Europea potrebbe adottare subito:mobilitarsi in forze per pattugliare le acque della Libia. L'Italia non può farlo da sola, ha bisogno di aiuto”, ha spiegato l'inviato al quotidiano italiano “Corriere della Sera”.

Leggi l'articolo del New York Times


 

 

ECONOMIA


 

Il quantitative easing della Bce segna una nuova era per l'euro e le obbligazioni sovrane

 

New York, 9 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - L'avvio del programma di alleggerimento quantitativo della Banca centrale europea (Bce) sta costringendo gli investitori a prepararsi a uno scenario che sino a poco tempo fa appariva inimmaginabile: quello dei tassi d'interesse negativi sui titoli di debito sovrani dei paesi dell'eurozona, persino di quelli che per sopravvivere ai loro conti pubblici debilitati hanno sottoscritto piani di salvataggio coi loro partner comunitari. Nel frattempo, l'euro prosegue la sua progressiva discesa verso la parità sul dollaro, per la combinazione tra la politica fortemente espansiva adottata dalla Bce e la prospettiva di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense. Ulteriore pressione sull'euro è giunta dagli ultimi dati ufficiali sull'occupazione statunitense: di questo passo, scrive il “Wall Street Journal”, la parità tra le due valute potrebbe essere conseguita a breve.

Leggi l'articolo del Wall Street Journal

 

Italia: Mondadori ottiene l'esclusiva per Rcs Libri

 

Parigi, 9 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - Due settimane dopo aver depositato un'offerta per l'acquisto della branca libri di Rcs Media Group, Mondadori nel passato fine settimana ha ottenuto l'apertura di tre mesi di negoziati esclusivi: benché diviso sull'operazione, il consiglio di amministrazione di Rcs ha accordato al gruppo presieduto da Marina Berlusconi, figlia primogenita di Silvio Berlusconi, un'esclusiva fino al 29 maggio; sarà poi il nuovo consiglio di Rcs uscito dall'assemblea generale del 23 aprile ad emettere il verdetto su una transazione da cui nascerebbe un colosso in grado di controllare il 40 per cento del mercato italiano del libro. Una prospettiva che ha sollevato grandi polemiche in Italia: decine di intellettuali hanno firmato una appello per bloccarla ed anche i sindacati sono fermamente contrari; da parte del governo, invece, il ministro della Cultura Dario Franceschini si è detto "perplesso" ed il presidente del Consiglio non ha espresso alcuna obiezione. Matteo Renzi ha piuttosto criticato gli errori commessi da Rcs nella passata gestione: "Non sono preoccupato per Mondadori ma piuttosto per Rizzoli-Corriere della Sera, il cui valore è stato distrutto da scelte discutibili" ha detto in un'intervista; "come italiano, mi duole che una grande impresa editoriale sia in difficoltà" ha concluso Renzi. La vendita del settore libri infatti si inscrive nel quadro del piano di Rcs Media Group per ridurre il suo pesante indebitamento: dopo aver registrato pesanti perdite nel 2012 per 507 milioni di euro a causa dell'acquisizione delle edizioni spagnole Recoletos, il gruppo italiano ha dovuto rivendere tre anni fa le edizioni francesi Flammarion. Con l'appoggio di Fiat-Chrysler, il suo principale azionista con il 16 per cento, il presidente di Rcs Pietro Scott Jovane ora punta su internet per sostenere le attività di stampa tradizionali; ma il successo della vendita di Rcs Libri sarà decisiva per la sua credibilità.

Leggi l'articolo dell'Echos


 

 

VATICANO


 

Renzi negozia la fine dei conti segreti presso la banca del Vaticano

 

Parigi, 9 mar 08:34 - (Agenzia Nova) - L'Italia sta per normalizzare le sue relazioni fiscali con il Vaticano, dopo averlo fatto con la Svizzera (il 23 febbraio), il Liechtenstein (26 febbraio) ed il Principato di Monaco (2 marzo): "L'Italia spera di recuperare un po' di denaro dalla Santa Sede" ha dichiarato assai prosaicamente Matteo Renzi annunciando che sarebbe imminente la firma di un accordo per la normalizzazione dei rapporti bancari tra i due paesi. L'Istituto per le opere di religione (Ior, la banca del Vaticano dalla reputazione solforosa) non potrà più comportarsi come una banca offshore e dare asilo a conti correnti segreti agli occhi del tesoro italiano. In particolare, i 359 contribuenti italiani che detengono illegalmente presso lo Ior un totale di 183 milioni di euro avranno tempo per regolarizzare la proprio posizione con il fisco, pena il rischio di incorrere in sanzioni penali, solo fino a settembre 2015: dopo di allora, infatti, i titolari italiani dei conti Ior saranno chiaramente identificati. Si tratta comunque degli ultimi correntisti italiani, perché dal 2013 lo Ior ha già chiuso forzatamente 3.355 conti riconducibili a cittadini italiani. Da parte sua la banca vaticana conta di rimettere le mani su 150 milioni di euro congelati dal governo di Roma nei forzieri di quattro banche italiane: la Banca d'Italia infatti finora ha incluso il Vaticano nella cosiddetta "lista grigia" dei paradisi fiscali. Per la nuova politica del Vaticano, voluta da Papa Benedetto XVI° e dal suo successore Francesco, la trasparenza è ormai "un dovere": "Ci permetterà di essere giudicati sulla realtà dei fatti" si augura il cardinale Walter Kasper, ex-presidente del Consiglio pontificale per l'unità dei cristiani.

Leggi l'articolo del Figaro


 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

L'Europa respinge il piano di riforme della Grecia, divorzio dall'euro più vicino

 

New York, 9 mar 09:42 - (Agenzia Nova) - La Grexit è sempre più vicina. L'Eurogruppo ha respinto il piano in sette punti del nuovo governo di Atene per accedere a un nuovo prestito internazionale, che include misure quantomeno discutibili come la proposta di trasformare turisti e disoccupati in “spie del fisco” per combattere l'evasione; secondo il “Financial Times”, il piano è stato giudicato addirittura “indegno di un paese industrializzato” dai funzionari di Bruxelles. Ieri il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato che la lista di misure di riforma approntata dal ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, è “lungi” dall'essere completo: una frase che pare escludere la concessione di qualunque aiuto finanziario supplementare ad Atene entro questo mese. Quel che è peggio, venerdì prossimo scade uno dei termini di ripagamento del debito contratto coi creditori internazionali dall'importo di circa 2 miliardi di dollari, che la Grecia pare non essere in grado di onorare. “Hanno le casse quasi vuote”, ha riconosciuto Dijsselbloem in una intervista al quotidiano olandese “Volkskrant”. Intervistato dal quotidiano italiano “Il Corriere della Sera”, il ministro delle Finanze greco ha dichiarato che nel caso i creditori internazionali della Grecia avanzassero richieste “inaccettabili” per il nuovo governo anti-austerity del premier Alexis Tsipras, questi potrebbe ricorrere a un referendum sulla permanenza nell'euro, un'opzione che ormai paiono auspicare anche le autorità dell'eurozona. “Se domani dovessimo indire un referendum col quesito: 'Preferisci optare per la tua dignità o per la continuazione di queste politiche inutili', sono certo che chiunque sceglierebbe la dignità a prescindere dalle difficoltà che tale decisione comporterebbe”, ha spiegato ieri il premier greco in una intervista al settimanale tedesco “Der Spiegel”.

Leggi l'articolo del Bloomberg Business Week

 

Hollande e Merkel "resettano" i rapporti franco-tedeschi

 

Berlino, 9 mar 09:42 - (Agenzia Nova) - A Francois Hollande piace definirsi il "politico delle opportunità": e l'ultima di queste opportunità gli è stata concessa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel col ruolo da protagonista assegnato a Parigi nell'ambito della crisi ucraina. Da questo - scrive Michaela Wiegel sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung" - è nata una strana collaborazione, con comunicati congiunti, telefonate regolari, viaggi comuni, negoziati che hanno creato una sorta di "presidenza europea bicefala". Quasi nessuno ricorda più le dimostrazioni di stima artefatte tra Hollande e Merkel nei mesi successivi all'elezione del leader francese, nel maggio 2012. I rapporti franco-tedeschi sono ora sul pulsante "Reset", quello che nel gergo informatico definisce il tasto di riavvio del computer. Ma il presidente francese "si comporta come se premere il pulsante di riavvio sia stata una mossa involontaria".

Leggi l'articolo del Frankfurter Allegemeine Zeitung

 

L'Europa valuta un esercito comune per mettere un freno alla Russia

 

Buenos Aires, 9 mar 09:42 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ritiene che l'Unione Europea abbia bisogno di un esercito comune per far fronte a minacce come quella posta dalla crisi ucraina. In un'intervista al quotidiano tedesco "Welt am Sonntag", Juncker, che presiede l'esecutivo Ue da meno di un anno, ha chiesto che i 28 Stati membri del blocco comunitario inizino ad a unire le forze al fine di creare un vero e proprio "esercito europeo". Juncker ritiene che se l'Ue disponesse di forze armate proprie potrebbe affrontare le crescenti minacce presenti lungo i suoi confini e dimostrare di disporre della volontà politica di difendere i propri valori senza doversi affidare alla protezione militare degli Stati Uniti attraverso la Nato. Inoltre, Juncker vede un altro vantaggio, quello economico, dal momento che forze armate europee attiverebbero economie di scala e coordinamenti che ridurrebbero enormemente il costo complessivo delle 28 forze armate dei paesi membri.

Leggi l'articolo del Clarin

 

Russia, primi arresti per l'omicidio di Boris Nemtsov

 

New York, 9 mar 09:42 - (Agenzia Nova) - Due cittadini ceceni, un funzionario di polizia che ha combattuto insorti islamici e una guardia di sicurezza, sono stati arrestati e incriminati da una corte di giustizia di Mosca in connessione col recente omicidio di Boris Nemtsov, una delle figure più note dell'opposizione politica al presidente russo Vladimir Putin. Le autorità russe, scrive il “New York Times”, hanno già tratto in arresto altri tre sospetti, mentre una sesta persona si sarebbe uccisa con una granata nella giornata di sabato, mentre le forze di polizia tentavano di arrestarla. Stando al giudice Nataliya Mushinikova, della corte distrettuale di Basmannij, il funzionario di polizia ceceno, Zaur Dadajev, ha già confessato di essere coinvolto nell'omicidio, e una serie di indizi concordano con le sue ammissioni. Il secondo sospetto, Anzor Gubashev, si è invece proclamato innocente. Le autorità russe, sottolinea il quotidiano Usa, non hanno ancora fornito una ricostruzione coerente del movente e delle dinamiche dell'agguato a Namtsov, né del ruolo che vi avrebbero giocato i sospetti arrestati.

Leggi l'articolo del New York Times


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