Renzi da Hollande, la Grecia e l'Europa

- Italia e Francia premono per una soluzione diplomatica alla crisi in Libia (Washington Post)

 

- Hollande e Renzi si appuntano il superamento dell'austerità nella Ue (El Pais)

 

- Tav Lione-Torino: l'inizio del cantiere annunciato per il 2016 (Le Parisien)

 

 

 

Italia e Francia premono per una soluzione diplomatica alla crisi in Libia
Washington, 25 feb 08:31 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro italiano Matteo Renzi, in visita ufficiale a Parigi per il vertice franco-italiano, ha dichiarato che una operazione di pace dei Caschi blu in Libia non figura nell'agenda della comunità internazionale. Nel corso di una conferenza stampa congiunta, Renzi e il presidente francese Francois Hollande hanno sollecitato un maggiore sforzo diplomatico per evitare che la situazione della sicurezza nel paese nordafricano divenga definitivamente ingestibile. “La Libia rappresenta una questione prioritaria. La comunità internazionale non può permettersi di volgere lo sguardo in un'altra direzione”, ha ammonito il premier italiano. L'Italia ha importanti relazioni economiche e politiche con la Libia, e i suoi confini sono esposti al massiccio flusso di migranti proveniente dalle coste di quel paese. La Francia ha schierati circa 3 mila militari in cinque diversi paesi del Sahel, incluso il Niger, una delle principali direttrici del traffico di armi dalla Libia.

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Hollande e Renzi si appuntano il superamento dell'austerità nella Ue
Madrid, 25 feb 08:31 - (Agenzia Nova) - I governi di Parigi e Roma si attribuiscono il merito di aver riorientato la politica economica dell'Unione Europea, dando maggiore maggiore risalto a crescita e investimenti a scapito della sola austerità di bilancio. E' quanto hanno proclamato ieri a Parigi il presidente francese François Hollande e il primo ministro italiano Matteo Renzi al termine del 32esimo vertice franco-italiano. "La nostra voce è sempre più forte all'interno del Consiglio europeo", ha affermato Hollande. L'incontro tra i due leader socialdemocratici della seconda e terza potenza economica della zona euro è servito principalmente a "sottolineare la necessità di stabilizzare questa fase europea" perché "la ripresa è ad un passo" - secondo le parole di Hollande - "ma è ancora troppo debole", soprattutto per creare posti di lavoro. "Non piove e, anche se il sole non è ancora sorto, si intravede l'arcobaleno", ha commentato con una metafora il primo ministro italiano.

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Tav Lione-Torino: l'inizio del cantiere annunciato per il 2016
Parigi, 25 feb 08:31 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Repubblica francese, François Hollande, ed il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ieri a Parigi hanno annunciato il lancio dei lavori per il nuovo collegamento ferroviario ad altra velocità tra Lione e Torino, fissando la data del 2016. Il progetto, vecchio ormai di oltre venti anni, ha quindi superato una nuova ed importante tappa nel corso del vertice franco-italiano con la firma di un'aggiunta all'accordo del 2001 che permetterà di iniziare i lavori del faraonico cantiere per il quale il solo tunnel principale di 57 chilometri costerà 8,5 miliardi di euro. Il finanziamento del tunnel potrebbe essere assicurato al 40 per cento dall'Unione Europea: i due paesi hanno tempo fino a domani giovedì 26 febbraio per presentare congiuntamente a Bruxelles una richiesta in tal senso; all'Italia resterebbero quindi da sborsare 2,9 miliardi di euro e 2,2 miliardi sarebbero a carico della Francia. Ma il finanziamento da parte francese non è ancora ben definito: l'abbandono dell'ecotassa ha messo piombo nelle ali della Lione-Torino e il primo ministro francese, Manuel Valls, nello scorso mese di dicembre ha affidato a due parlamentari, il deputato socialista Michel Destot ed il senatore Ump Michel Bouvard, la missione di trovare risorse alternative. Fra le ipotesi, un pedaggio "ad hoc" per i camion oppure una sovrattassa per le società delle autostrade.

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L'Europa matura a colpi di "crisi greche"

Madrid, 25 feb 08:31 - (Agenzia Nova) - Sono cambiate molto le cose in Europa dalla prima volta in cui si è ipotizzata l'uscita della Grecia dalla zona euro. Negli ultimi anni, secondo il quotidiano spagnolo "Abc", i paesi europei più esposti ai rischi di "contagio" hanno sollevato un muro di protezione per impedire un effetto domino e isolare il rischio dei loro debiti sovrani L'integrazione europea "è ancora viva", ma è maturata al ritmo frenetico imposto sia dagli eventi economici che da quelli politici. I rischi sistemici e i pericoli per la tenuta dell'eurozona affrontati nel 2012, però, sono stati ormai superati. Tra gli elementi che riducono il "rischio contagio", secondo il rapporto dall'agenzia di rating Standard & Poor's (S6p), c'è il fatto che l'esposizione dei mercati finanziari alla Grecia si è ridotto a sufficienza, e con essa i pericoli di una potenziale "Grexit". Si evidenzia inoltre la "disparità" tra lo spread sul debito greco e quello di altri debiti sovrani della zona euro, che nel caso di Spagna, Irlanda, Portogallo e Italia restano ai minimi storici.

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Panorama internazionale

 

 

Crisi Grecia: i buoni propositi di Atene non bastano
Berlino, 25 feb 09:45 - (Agenzia Nova) - Nelle sei pagine della lista di buoni propositi presentata dal governo di Atene a Bruxelles solo un dato è certo: dovranno essere tagliati i ministeri. Ma Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis non si sono spinti oltre, secondo l'opinionista del "Frankfurter Allgemeine Zeitung" Patrick Bernai, che critica l'estrema vaghezza del documento programmatico. La Grecia vuole allargare "la defezione di frode fiscale". Una "verifica attenta delle spese" dovrà far luce sulle misure di risparmio nei ministeri e il governo intende abbattere gli ostacoli alla concorrenza "con il contributo" dell'Ocse. A conti fatti, scrive l'opinionista, la lettera di Atene delinea tre progetti. Il governo ellenico intende ridurre i ministeri da 16 a 10: una misura "in gran parte simbolica", perché in questo modo Atene "non risana il bilancio pubblico né riporta il paese alla crescita". Le privatizzazioni concluse non potranno essere annullate: il governo intende bloccare le privatizzazioni già avviate solo se la legge lo permette, "un'ovvietà". Il salario minimo, infine, verrà innalzato, tramite criteri concordati con le istituzioni internazionali, l'associazione dei sindacati Ilo e i controllori europei.

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La Grecia e il deja-vu dell'Europa
Berlino, 25 feb 09:45 - (Agenzia Nova) - La Grecia ha vinto una battaglia: o perlomeno è questo il senso delle parole rivolte dal premier Alexis Tsipras al parlamento greco. In ogni caso, scrive sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung" l'opinionista Holger Steltzner, l'Eurogruppo è riuscito a ricondurre la Grecia sul cammino delle riforme. Inoltre, la Troika continuerà a vigilare sulle politiche di Atene, nonostante il cambiamento cosmetico che d'ora in poi imporrà di riferirsi a Fondo monetario, Banca centrale europea e Commissione europea col nome di "Istituzioni". Secondo i "salvatori dell'euro", insomma, tutto sembra andare per il verso giusto. Senonché - scrive Stelzner - a leggere le promesse di riforma del governo di Atene si viene assaliti da una sensazione déja-vu: la Grecia promette di riscuotere le tasse e combattere la corruzione; si impegna a rendere più efficienti le sue istituzioni, a riformare il sistema previdenziale e modernizzare la giustizia. Tutti impegni "non dissimili dagli impegni assunti negli ultimi cinque anni". Secondo l'opinionista, uno sguardo al cammino sinora percorso dalla Grecia spinge a diffidare delle promesse.

Leggi l'articolo su Frankfurter Allgemeine Zeitung

 

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