Da oggi viene istituita la stanza comunale per tagliarsi le unghie. Trattasi di un locale dove i cittadini possono andare a fare quel bel mestiere lì. La stanza deve essere blindata e le unghie non possono essere portate fuori, altrimenti è inutile averla fatta. Chi decide di usarla deve sottoscrivere una dichiarazione d’onore. L’uso della stanza non è obbligatorio, per cui tanti cittadini possono andare avanti come prima (al limite telefonano per sentire come si trova chi c’è). Speriamo non si ritrovino i pederasti. Altrimenti la chiudiamo.
II pezzo
Sempre ieri, ho visto un nomade. Gli ho chiesto: “Che ore sono?”. Lui mi ha dato un’informazione non completa. Ho ritirato tutti i permessi di transito dei carrozzoni di nomadi del mio comune. Loro passano uguale. Anzi, salutano quando passano sotto la zona videosorvegliata. A questo punto divento nomade anch’io.
III pezzo
Ieri ho fatto quelle 5-6 telefonate anonime, tanto per tenermi allenato. Sono agli arresti domiciliari, qualcosa devo fare! In una sono risaliti a me. Essendo già indagato per analogo reato è inutile denunciarmi ancora. Se qualcuno non mi spezza una mano andrò avanti a far telefonate anonime e spender tutta la pensione nelle slot machine.
IV pezzo
Ieri mi ferma uno per strada e fa: “Cosa continui ad andar via dal Foglio?”. “Infatti, non so cosa fare!”. Lui: “Vieni a casa mia a mangiare!”. Io: “Ok, accetto”. Ho conosciuto sua sorella e mi sono fidanzato. E’ più povera di me.
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