Chi c’è dietro alle lettere di Renzi agli italiani all’estero (e non solo)

A questo punto Maurizio Milani confessa e dice tutto, fisso. "Una settimana fa Jim Messina mi ha conferito l’incarico di scrivere una lettera".

Chi c’è dietro alle lettere di Renzi agli italiani all’estero (e non solo)

A questo punto diciamo tutto: una settimana fa Jim Messina mi ha conferito l’incarico di scrivere una lettera. 
Abbiamo puntato agli elettori che non vanno più a votare dal 1985, in pratica Enrico Mentana.

 

“Gentile Enrico, vi scrivo per farvi gli auguri di buon Natale e nell’occasione spiegarvi i motivi del comitato per il Sì.
A) Le donne anziane di Milano si lamentano. Prima non erano informate, ma adesso con tutte le trasmissioni sanno che un consigliere regionale si becca 15.000 euro al mese. Non possiamo più far finta di niente, vogliamo salvare il sistema o no?
B) Anche tu Enrico rischi. Se vanno al governo i grillini ti epurano. Scusa la franchezza, ma ti conviene votare Sì. Tieni conto che se vinciamo noi per te non cambia niente. Un saluto sincero (stavolta almeno recati al seggio, così vedrai che sia l’urna sia la cabina elettorale sono uguali all’ultima volta che si sei andato, comunali di Brindisi  del 1985)”.

 

Ecco invece la lettera mandata a tutti i sinti (nomadi ma cittadini italiani).
“Gentile elettore, noi del comitato per il Sì ti siamo vicini, molto più che alle altre due comunità nomadi (rom e camminanti). Ti invitiamo a votare Sì al referendum costituzionale per fare un dispetto a Nanni Moretti. Lui sta preparando un film su di voi, però i proventi li tiene lui. Noi invece, se vinciamo, faremo un programma televisivo sulla Rai in cui autori, registi, attori e redattori saranno solo sinti (e anche rom e camminanti ma in rapporto minore). Così guadagnate voi sulle vostre storie. Basta cineasti e scrittori comunisti che diventano miliardari alle vostre spalle. Vi risparmio i benefici tecnici della riforma costituzionale, potete leggerli sui giornali. Mi raccomando amici sinti non comprate il Fatto. Con questa costituzione è diventato ricchissimo, capisco non voglia cambiarla”.

 

E veniamo alla lettera che ho scritto per il comitato del No e destinata a chi volta per la prima volta.
“Gentile ragazzo/a, so che sei dei 5 stelle, e fai bene. Però non sei obbligato a fare tutto quello che dice Grillo. Io per esempio sono della Lega, ma di quello che dice Salvini me ne frego e voto Sì. Salvini per ripicca mi vuol fare cadere il sindaco di Venezia. Ti dico una cosa che non volevo: sono uno dei Serenissimi, quelli che occuparono con un carro armato il centro di Venezia nel 1997. Adesso vorrei rifare la cosa, ma con quelli del Movimento 5 stelle. Ci stai ad agire stasera? Abbiamo già diverse mietitrebbie modificate e blindate. L’appuntamento è alle 22.30 davanti al consorzio agrario di Reggio Emilia. Se non puoi venire non mi offendo, ma almeno al referendum vota Sì (sapendo che come giovane fai tutto il contrario di quello che ti dicono). Ti saluto e mi raccomando: metti in pratica i propositi bellicosi che esprimi sul blog di Grillo. Oggi ho chiesto l’amicizia su Facebook a Occhetto. Se cade il governo Renzi sia noi leghisti che Di Battista siamo per fare Primo ministro lui, Achille Occhetto. Di Maio e la taverna però non vogliono. Puntano tutto su Tosi sindaco di Verona, per me va bene tutto”. 

 

Per quanto riguarda gli italiani all’estero siamo per dare maggiori seggi a questi nostri concittadini. Infatti se passa la riforma il senatore Razzi va fisso alla Corte costituzionale. A lui spetterà il compito di dirimere le controversie tra stato e regione che in una fase transitoria dopo la vittoria del Sì ci saranno. Razzi non se la sente, però va lo stesso alla Suprema Corte. Subito abolirà il Csm, la Corte dei Conti e la conferenza stato-regioni. In pratica darà fisso ragione a Roma. Renzi rimane perplesso: “Ok semplificare e rendere più snella la Pa, ma il senatore Razzi forse esagera. Stiamo più calmi”.


Ecco un’altra lettera spedita oggi dal comitato Noi per Verdini (senza che lui lo sa). 


“Caro amico! Se perde il Sì vorremmo dare un incarico esplorativo a quel signore distinto che c’è alla Camera. Deve essere il capo dei commessi per via dei gradi sulle maniche della giacca. E’ il signore che riceve i parlamentari all’entrata.

 

Recentemente ha accompagnato Grillo al loggione di Montecitorio. Se lui non accetta chiederemo al generale Mario Mori di formare un governo fino alle politiche anticipate (ma nemmeno, si vota nel 2023). Si va avanti ad interim. Dispiace rompere in due la democrazia, ma ogni tanto ci vuole. Una cosa mai vista: il lago d’Aral si è prosciugato”.

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