Lettera d'amore a Daniela Santanchè

Lettera d'amore a Daniela Santanchè

Gentile Daniela Santanchè, scusi se mi manifesto solo oggi. Prima non potevo dirle che la amo più di ogni altra. Per dimostrarlo manderò un plico di lettere d’amore molto più potenti di questa; tutte per lei. Mi chiamo Maurizio e come lavoro faccio l’uomo basamento dell’Enel. Come forse saprà i tralicci dell’Enel hanno una scaletta che però non arriva a terra. Quando un tecnico deve far manutenzione sulle linee  chiama l’uomo basamento. Sale tramite la mia persona che fa da basamento. Così raggiunge la scaletta. Per scendere uguale. Come mestiere mi piace. Dobbiamo essere tutti sopra il quintale. Di uomini basamento Enel oggi siamo in 500. Fino all’anno scorso no.

 

Amore, devo svelarti un segreto. Ho sempre il problema di mangiare la frutta senza lavarla. Adesso meno. Pensa che mangiavo diversi generi di frutta e verdura senza lavarla. Tranne i mandarini. Per un certo periodo ho fatto il cretino in sale d’aspetto in una stazione del nord Italia, che non le dirò. Poi mi sono stancato. Mi chiedo spesso se l’universo continuerà a espandersi o se si spaccherà in due. Universo A e universo B. Come ragazzo sono sempre stato molto educato; solo in alcuni frangenti mi lasciavo andare. Tipo in gita al Gargano. Ieri ho preso i diritti di sfruttamento dell’immagine del dottor Balanzone. Mi è sempre piaciuto come personaggio. Vorrei fare una linea di prodotti dolciari senza chiedere le necessarie autorizzazioni. Ora devo andare. Però a Milano come sindaco voto lei.

 

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