La Carta di Milano e quella di Chianciano (all'Onu)

Ieri sono andato alla biblioteca dell’Onu. Usciere: “Desidera?”. Io: “Vorrei consultare la Carta di Milano”. Usciere: “Si accomodi, gliela vado a prendere”. L’ho letta tutta. Bella. L’usciere mi ha fatto pure la tessere della biblioteca, che era gratuita.
Ieri sono andato alla biblioteca dell’Onu.
Usciere: “Desidera?”.
Io: “Vorrei consultare la Carta di Milano”.
Usciere: “Si accomodi, gliela vado a prendere”.
L’ho letta tutta. Bella. L’usciere mi ha fatto pure la tessere della biblioteca, che era gratuita.
Usciere: “Scusi, ma vedo che qui sul documento c’è scritto che lei è residente a Milano. Parlo contro il mio interesse, ma non poteva leggersela a Milano?”.
Io: “Certo; ma non avrei fatto lavorare la compagnia aerea, l’agenzia di viaggi, l’hotel che mi ospita a New York e il taxi che ho preso”.
Usciere: “Ok, mi ha convinto, venga più spesso allora”.
Io: “Tanto che ci sono, aveve mica qio anche la Carta di Chianciano?”.
Usciere: “Quella che dice di non usare l’acqua termale per fini ludici ma solo per scopi più nobili tipo irrigare le angurie in Senegal?”.
Io: “Sì, quella”.
Usciere: “No, ma quante balle scrivono?”.
Io: “Lo so; però deve ammettere che è bello prendere in giro la gente”.
Usciere: “Vero! Per quanto riguarda il sindaco di Milano siamo tutti d’accordo: facciamo Maria Stella Gelmini”.
Io: “D’accordo”.

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