Guida rapida e fissa per truffare gli anziani senza che se ne accorgano

possiamo dire che oggi più delle truffe agli anziani vanno molto le start-up che prendono in giro gli anziani. Come quella avvenuta ieri, sempre a Milano, dove un gruppo di pensionati di un circolo di dopolavoro sono stati contattati per un film dei fratelli Taviani.
Guida rapida e fissa per truffare gli anziani senza che se ne accorgano

Tanti giovani di Milano hanno inventato una nuova start-up (che comunque c’è sempre stata): truffare i parenti anziani. Tantissimi nonni sono convinti di avere il nipote al Conservatorio di Londra che si sta per diplomare in chitarra classica. Per questo tutte le settimane gi spediscono 2.500 sterline. Alcuni nipoti si spingono oltre, al telefono: “Nonno, è uscito il bando di concorso per diventare direttore d’orchestra della Royal Albert Hall. E’ un’occasione unica, non usciva dal 1970, avrei bisogno di 120.000 sterline per partecipare…”. I nonni di Milano, quasi tutti loggionisti della Scala, pur di avere un nipote direttore d’orchestra (anche della Filarmonica dei masai) sono disposti a pignorarsi la casa. Inutile dire che i nipoti non sono a Londra ma a Ibiza. Ballano e bevono tutta notte, di giorno lavano i bicchieri dei discopub della spiaggia. Motivo? Hanno dato tutti i soldi del nonno a un farabutto che li illude di farli diventare soci del discopub. Il sogno di questa nostra gioventù italiana è quello di diventare come Bob Sinclar o David Guetta, dj con aereo privato che girano tutte le discoteche di tendenza del pianeta. Anche i nonni di Sinclar e Guetta all’inizio hanno sganciato e sono convinti che i nipotini siano a lavorare alla City di Londra.

 

Un’altra start-up di truffa anziani che va molto bene in questo periodo è questa: contattare un uomo anziano (pensionato al minimo) per fargli fare il Babbo Natale  in centro in cambio di un compenso che alla fine non viene dato. Tanti in quella zona, vedendo un bel Babbo Natale girare, si chiedono: “Che bello, sarà mandato dal comune”. “No, sarà mandato dalla provincia…”. “No! Dall’Unione artigiani”. “Comunque l’importante è che ci sia in giro Babbo Natale”. Un’evoluzione di questa start-up è mettersi d’accordo con Babbo Natale per picchiarlo. Tutto per finta. La gente che assiste alla scena non lo sa e giustamente rimane delusa. La stampa viene a sapere che Babbo Natale è stato malmenato, tutte le trasmissioni di approfondimento (“Coffee Break”, eccetera) parlano fisso di questo. L’attore che interpreta Babbo Natale dopo un paio di puntate decide di rivelare tutto e davanti a Enrico Mentana dice: “Sono stato contattato da un giovane uomo che mi ha proposto il finto pestaggio in cambio di 30.000 euro. Mille me li ha dati subito, il resto li aspetto a breve. Certo è che adesso facendo la spia è facile che i 29.000 euro non li veda più. Spero che altri Babbi Natale non cadano nella truffa in cui sono caduto”. Da accertamenti fatti salterà fuori che tale Babbo Natale non è nuovo a farsi truffare in modo insolito. Nel 1989 tirò il freno a mano dell’Eurostar Vercelli-Treviso. Per giustificare tale atto disse di essere stato picchiato sul treno dagli ultras della Dinamo Lubian, cosa totalmente inventata.

 

Comunque, tornando all’argomento dell’articolo, possiamo dire che oggi più delle truffe agli anziani vanno molto le start-up che prendono in giro gli anziani. Come quella avvenuta ieri, sempre a Milano, dove un gruppo di pensionati di un circolo di dopolavoro sono stati contattati per un film dei fratelli Taviani. Sono stati convocati a Roma alla Dear Film per le 11,30 di oggi. Inutile dire che, arrivati all’appuntamento, nessuno della casa di produzione dei fratelli Taviani sapeva niente, per cui ai pensionati non è restato che chiamare Paolo Del Debbio, che giustamente ha fatto tutta una puntata di “Quinta colonna” su questo: share 75 per cento. Questo successo ha indotto  altri nipoti a mettersi d’accordo con i nonni per dire di essere stati ipnotizzati per strada  dopo avere prelevato al bancomat. Tale fatto non sussiste. Però alcuni come me, che fanno tutto quello che vedono al Piccolo Teatro di Milano, purché la farsa non finisca si autoaccusano: “Sì, sono io l’ipnotizzatore di anziani davanti ai bancomat, ho fatto decine di truffe, tanti non le hanno denunciate per motivi di orgoglio”. Anche questa cosa è falsa. Avrò il vizio di fare lo scemo in gita, ma non ho mai ipnotizzato nessuno. Però pur di vantarsi… è bello essere falsi. Un altro lavoro da non fare ma che alcuni fanno (anche per far innamorare le ragazze) è questo: andare al bar e dire di avere visto stanotte una persona anziana che scavalcava la finestra del comune, zona anagrafe. Un impiegato del comune cliente del bar a quel punto dice: “Ma in comune stamattina non mancava niente!”. Io: “Non so, ho visto uno che si introduceva di nascosto nel municipio alle 2 di notte, non penso andava a fare gli auguri al sindaco. Magari voleva rubare le carte di I. e voi non lo dite”. La cosa diventa sempre più grande, si fanno indagini, non risulta nulla. Dopo qualche giorno dico: “Sì, non è vero, mi sono inventato tutto”. Sarebbe procurato allarme, però visto che il paese è piccolo, ci conosciamo tutti e bene o male votiamo tutti lo stesso si decide di lasciare correre. Alla prossima balla, ciao.

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