Lettera d’amore a Raoul Bova (la definitiva, che cancella tutte le altre pubblicate sul Foglio).

Gentile Raoul, sono un semplice cittadino di 59 anni, li compio oggi. Vivo con mio fratello di 150 kg. Non siamo sposati, lui lavora, io no.

Gentile Raoul,

 

sono un semplice cittadino di 59 anni, li compio oggi. Vivo con mio fratello di 150 kg. Non siamo sposati, lui lavora, io no. Certo, lavare, stirare, fare le pulizie e la spesa mi occupo io. Mio fratello lavora e basta. Non so dove, lui dice in una ditta di spedizioni. Per me va a rubare. Lei come uomo, Raoul, mi è sempre piaciuto. E’ che non si poteva dire per motivi vari. Come ragazzo mi sono sempre fatto condizionare dalla società. Infatti dopo aver visto in tv che in America tanti venivano rapiti dagli Ufo, ho detto così anch’io. Sono andato in comune a Milano e ho detto al segretario comunale: “Mi hanno rapito i marziani ieri sera in via Lorenteggio”. Subito il comune mi ha dato 500 euro al mese di sussidio e una psicologa di sostegno molto bella, che però ha detto subito: “Non voglio mischiare lavoro e sentimento, sono di sinistra”.

 

Raoul, adesso la devo salutare. Vado in banca a ritirare tutto (1.800 euro).

 

Un saluto molto sincero,

          Maurizio

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