Lettera d’amore a Valeria Parrella

Gentilissima Valeria, sono molto innamorato di lei. Non è tanto, saranno due anni. I motivi sono vari: siete bella; siete brava. Mi chiamo Luca, ho 59 anni (li compio oggi), come lavoro faccio il falso pubblico ai festival del cinema.
Gentilissima Valeria, sono molto innamorato di lei. Non è tanto, saranno due anni. I motivi sono vari: siete bella; siete brava. Mi chiamo Luca, ho 59 anni (li compio oggi), come lavoro faccio il falso pubblico ai festival del cinema. Quando esco dalla proiezione mi avvicino ai giornalisti e dico: “Bellissimo, non ho mai visto un film così bello”. Come stipendio prendo 1.300 euro. Che fanno questo lavoro saremo 10-15, ogni tanto saltiamo qualche festival per non far mangiare la foglia a chi non sa di questa truffa. Secondo me lo sanno tutti, e prima o poi salta fuori lo scandalo. Anzi, vorrei farlo scoppiare io. Valeria, cosa dici? Farò quello che dici tu. Di solito alla fine di un film al festival andiamo sotto a farci intervistare: io (che sembro uno scemo), un’anziano d’aspetto britannico, una donna orientale sui 35 anni, un giovanotto di 20 anni, un grande obeso che però si esprime bene. Tutti chiaramente diciamo che il film è bello. Tutti siamo a libro paga. Valeria, vuoi sposarmi? Come hobby mi piace brindare da solo in casa di sera, ma anche al pomeriggio. I pretesti sono tanti. Quando vedo qualcuno felice in tv brindo per lui, se è una lei poi le scrivo una lettera d’amore (completa). Dimenticavo di dirti che l’agenzia mi usa anche per: opinioni fuori dai negozi dopo il lancio di nuovi prodotti; applaudire sotto il palco un candidato; claque tra il pubblico in tv; telefonare alle tv locali che parlano di calcio o di politica per esprimere un parere (non mio); email di protesta o consenso. Vorrei cambiare lavoro, ma a questa età cosa vado a fare, il vetraio? Amore dimmi tu. Chiamami adesso al telefono fisso. Il cellulare l’ho perso ieri.

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