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La giunta di centro destra ha ridotto la città, la mia città, al pari di Kabul. Invotabili. Il PDL passa dal 25% al 5% dei suffragi, la Lega non implicata…
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Direttore, alle ore 18, ho assistito al suo intervento, per caso avendo appena accesa la tv, nel momento in cui esprimeva a La Russa ciò che immaginò, come molti, a…
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Cerazade di Claudio Cerasa
I'm with the band di G. Pompili
Cambi di stagione di Piero Vietti
Palazzo Apostolico di Paolo Rodari
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Non sarà, tanto tanto, che gli ultimi tragici avvenimenti, dalla bomba di Brindisi, al terremoto in Emilia, tralasciando la bazzecola…
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Felicissimo per la pernacchia che da Parma sale verso Monti, Napolitano, Bagnasco e gli altri anti-antipolitici, chiaro, ma preoccupatissimo per…
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Il giornalista “collettivo” – quello che campa di riflessi condizionati, di luoghi comuni e di altre banalità ideologiche – è infaticabile.
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Una donna che lavora vicino alla scuola di Brindisi ha detto che quel che si sente di più, in mezzo alla strada piena di rumore, di investigatori, di lacrime e di giornalisti, è il silenzio. Un silenzio orribile, straziato, che copre le sirene della polizia e racconta la disperazione impietrita per qualcosa che non si riesce nemmeno a pensare: una mano decisa schiaccia il telecomando del massacro di ragazzine, quelle che arrivano a scuola presto e cantano con le cuffie il loro futuro sul pullman del mattino.
Leggi La gloria non vedo, ma forse in Emilia si può ripartire di Camillo Langone
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Lì per lì, a urne appena aperte, sembra quasi che non le abbia vinte nessuno, le amministrative 2012, fatta salva la quarta volta di Leoluca Orlando, outsider stagionato a Palermo con circa il 72 per cento dei consensi e per il “boom” del grillino Federico Pizzarotti a Parma (attorno al 60 per cento). Stavolta si è sentito, il famoso “boom”, ed è suo, suo di Pizzarotti: “Hanno eletto me e non Beppe Grillo”, dice nelle prime interviste, Grillo “è l’aratro noi seminiamo”, Grillo è “il magafono e ora noi camminiamo con le nostre gambe”, “ora guardiamo il bilancio e vediamo che fare con tutti i cittadini”, dice con qualche residua traccia di utopia anti casta.
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C’è voluto un politico conservatore britannico, come il ministro degli Esteri William Hague, per rispolverare e aggiornare il mantra che fu del governo inglese di Margaret Thatcher (1979-1990) – “Prendete la bicicletta, e trovatevi un lavoro” – e affermare, contro ogni tetraggine autoconsolatoria, che nel pieno della crisi i giovani dovrebbero rimboccarsi le maniche, viaggiare, studiare e lavorare, per poi tornare nella loro patria e migliorarla.
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Si chiama Luigi Martignani ed è un frate cappuccino “minutante” della segreteria di stato vaticana. E’ lui che per volere del sostituto Giovanni Angelo Becciu ricopre il ruolo di segretario della commissione d’inchiesta vaticana incaricata dal Papa di fare chiarezza su Vatileaks, l’uscita di documenti riservati finiti nelle redazioni di alcuni quotidiani e che formano anche il corpo dell’ultimo libro del giornalista Gian Luizi Nuzzi “Sua Santità” (Chiarelettere). Martignani è chiamato a coadiuvare il lavoro dei cardinali Julián Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi.
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Ieri la Camera ha rimandato a giugno la votazione sul “divorzio breve”, con il quale si ridurrebbe a un anno il tempo di separazione necessario per lo scioglimento consensuale del matrimonio. E ha rimandato anche la votazione delle mozioni sull’obiezione di coscienza per il personale sanitario. Si tratta, in questo caso, di dare seguito alla risoluzione con cui il Consiglio d’Europa, dal 2010, invita i singoli stati a sviluppare normative per definire e regolamentare l’obiezione di coscienza.
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Il circuito mediatico-giudiziario, quello mediatico-finanziario e quello mediatico-culturale ruotano attorno alle opinioni. Meglio conoscerle bene, dunque. E tutte. Ecco un collettore delle principali opinioni pubblicate dai quotidiani italiani e stranieri. Oggi nella rassegna: Grillo e il Pd, il piano casa di Monti, il flop di Facebook e il modello indonesiano.
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