E’ un bersaglio che trova la sua freccia, la notte

“Quelli che ti guardano, Lilith, diventano pazzi” diceva il Lupo alla sua Luna

E’ un bersaglio che trova la sua freccia, la notte

Sembrava oggi, ieri, anzi, proprio un domani da non capacitarsi di cosa potesse essere con tutto quel fuori uso del fuori mani nel fuori tempo di ogni cosa. Entrando dentro un prisma tutto di fluorescenze, Cicalazadè – comunque sì, ieri – trovava le scale che a salirne vanno subito a scendere per ritrovarsi in terrazzi affacciati sul marciapiede, nel piano ammezzato di un attico capovolto rispetto al cielo che se ne scivola giù, sotto ai tappeti del delirio dei lunatici. “Quelli che ti guardano, Lilith, diventano pazzi” diceva il Lupo alla sua Luna sulla cui nuca porgeva baci, delicati e però roventi. E’ un bersaglio che trova la sua freccia, la notte. “Tu sei notte, tu sei bersaglio” diceva il Lupo alla Luna. E Lilith, allora, rispose: “Io sono la notte”.

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