In una notte sumera, il Lupo si rivolse alla Luna

Cicalazadè viene travolto dalla tempesta

In una notte sumera, il Lupo si rivolse alla Luna

Foto via Pixabay

Arrivava come il vento, Lilith, ieri. Scompigliava i capelli, i suoi stessi, e dalla nuca mostrava il prodigio del proprio nome in forma di ali con cui far volare lui – Cicalazadè – nella notte sumera. Lui ebbe ad accogliere la tempesta della sua sfacciata bellezza e con una tazza di caffè caldo in mano, con intorno la torma guerriera di Gilgames, ebbe a smarrirsi come davanti al travolgente enigma ipnotico di Sfinge. Sempre avvinto alla dolce malia di Luna ebbe a sfogliare con Lilith – vestita di solo splendore – il “Faust”, per essere pronto e così inoltrarsi nella rapace Valpurga di lei, la Lupa. Il vento portò la Luce del Mattino. E fu allora che il Lupo disse – “tu!” – alla Luna.

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