C'era Cicalazadè verso Donnafugata

Come le ragazze sulle Lambrette se ne stanno con le mani strette al petto dei loro ragazzi, così stava il Lupo, aggrappato alla sua Luna

C'era Cicalazadè verso Donnafugata

Gli uomini siedono a cavalcioni sul sellino – e così sulla sella – le donne no: stanno composte, si mettono di fianco, a gambe unite, e sempre sporgendo a destra. Una scena come non se ne vedeva dagli anni ’70 del secolo scorso. Quando passavano le Lambrette per strada. Le ragazze se ne stavano con le mani strette al petto dei loro ragazzi per affrontare, negli slalom tra gli squarci dell’asfalto, la possibilità di un più forte abbraccio. Ed era un sorriso per ogni buca. Così ieri. Lungo la strada da Donnafugata verso contrada Piombo, a Ragusa, c’era Cicalazadè ­– il Lupo – che se ne stava sopra una nuvola lesta più di un missile in viaggio nel cielo blu. Aggrappata a lui – Luna ­– lo cingeva e lo stringeva a sé. Al modo delle ragazze portate a spasso. Era pieno giorno e Lupo e Luna se ne volavano nella loro gita di canfora e cannella. Lei, composta, nei suoi pantaloni, lo prendeva a sé il Lupo, mentre il traffico delle nubi, tutto intorno – nella magia del pudore – li portava all’istante del loro primo sguardo. In una pioggia tutta di batticuore.

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