Mettersi in tasca la luce

Ci sarà ancora a settembre, certo, ma non ci sarete voi e non potrete più – come capita d’estate – di prendere la mano alla luce e portarla alle vostre labbra

Mettersi in tasca la luce

Foto di giorgio bertossi via Flickr

Fate incetta di luce. Mettetevela anche in tasca. Magari resterà ancora fino a settembre. Certi pomeriggi sarà come la felicità a immagine e somiglianza di Vincent Van Gogh, poverino, che certi abbagli dovette sognarseli al prezzo di una notte stellata e non tra le colonne greche dei Templi. Ci sarà ancora a settembre, certo, ma non ci sarete voi e non potrete più – come capita d’estate – di prendere la mano alla luce e portarla alle vostre labbra. E baciarla. Come in un rito di ogni sommità imprevedibile. L’aderenza protratta fino all’insostenibile di luce e bacio non avrà più il caro assenso, ma l’assenza.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    26 Agosto 2017 - 09:09

    Di poesia dovremmo voler fare incetta. Ma la poesia ed i poeti sono ahimè scomparsi da tempo nel nostro orizzonte letterario. Restano negli scaffali delle librerie i versi dei poeti antichi, ma fino a quando? Mi riferisco a quei libri ma pure alle antiche librerie che li ospitano, caro Pietrangelo amante del buon tempo antico.

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