Il cimitero Mediterraneo e gli obblighi dell'Italia

Nel suo ruolo di becchino il nostro Paese ha ormai perso il dovere di garantire la propria indipendenza 

Il cimitero Mediterraneo e gli obblighi dell'Italia

Foto LaPresse

Malta, scrive Michele Fronterrè – ingegnere torinese e fine osservatore – “è uno strano incrocio; un hooligan che parla arabo. Che è l’inglese dell’ubriaco, quello della finanza fatto di put, swap, option e features. Il Mediterraneo è un cimitero e Malta si fa ricca del suo essere cantone svizzero in mezzo al mare”. Fronterrè alloggia la sua vela a Pozzallo e Malta se la vede sbucare come l’isola che si fa da sempre i fattacci suoi. Fattacci anche nostri, mentre il Mediterraneo è sempre più un cimitero, poiché l’Italia – e l’ha ricordato Ernesto Galli della Loggia ieri sul Corriere – su Malta ha un obbligo: proteggerne l’indipendenza. Giusto quella che l’Italia, nel ruolo di becchino, non ha più.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    02 Agosto 2017 - 09:09

    Si vabbè ma poi? Giochiamo sugli equivoci poi il resto? tutto il resto continua. Si provi a vedere due, tre navi ong attraccare a Malta e scaricare due, tremila e più migranti poi nel caos che ne segue diteci che fare perché il buonismo da computer ha rotto i maroni. Calatevi nella realtà delle cose e scrivete di logistica e del perché ne arrivano a migliaia di migliaia e perché ce li dobbiamo tenere a danno dello sfascio nazionale. Questa non è umanità perché dalla Libia non vediamo arrivare umanità ma commercio e logica da invasione. Quindi Buttafuoco andiamo al punto e non fermiamoci a concetti che piacciono alla gente che piace. Qui, se continua così, per questa umanità falsa e interessata stiamo destabilizzando un paese. Si deprima o esalti nell'ascolto di Ballaro' mentre Fratoianni ci da qualche pillola di saggezza. Che centra? Centra centra.

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