La metropolitana degli incontri

I pazzi sono matti ma non cretini e sanno come comportarsi  

Ululando in metropolitana

Foto di Nicola since 1972 via Flickr

C’era – ieri a Roma, in metropolitana – una giovane donna tecnicamente pazza. Attraversava tutti i vagoni dalla testa alla coda, in viaggio da Battistini verso Anagnina, ululando. Come una lupa ferina gridava quel richiamo alla luna o a chissà quale preda facendo gocciare brividi e inquietudine ai pendolari che al suo passaggio – indietreggiando, spostandosi – non sapevano dove guardare (se non a terra, calando ognuno le corna). Siccome i pazzi sono matti e non cretini, lei, capita l’antifona, in uno dei suoi andirivieni s’è messa a belare e tutti, tirando un sospiro di sollievo, si sono subito tranquillizzati. E sono stati sorrisi – i ciao ciao con la mano – e anche complimenti: “Però”, ha detto una signora all’amica, “è vestita bene; ha anche una bellissima piega”. Fatto fu che lei sentì. E, arruffandosi i capelli, così rispose: “Sono una pecora di rango, tutto cachemire”.

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