C’era Didone nello slargo della Stazione Termini

I pendolari ieri si sono accomodati sui riflessi delle finestre dei convogli

C’era Didone nello slargo della Stazione Termini

Il vagone di terza classe, di Honoré Daumier (1862)

I pendolari, ieri, hanno preso posto negli specchietti retrovisori delle locomotive. Hanno evitato i sedili e i corrimano e si sono accomodati sui riflessi delle finestre dei convogli. Resi sfuggenti dalla corsa – ognuno di loro – se ne stava come un battito accucciato nel cuore di chi li pensa, di chi li vuole e di chi li aspetta. C’era Didone nello slargo della Stazione Termini. A bordo del suo tir faceva sentire il clacson. E dalla cabina urlava a Enea: “Dove posso scaricare tutti gli abbandoni?”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi