La pornografia di una madre disperata

Il video e le parole drammatiche di Veronica Panarello

La pornografia di una madre disperata

Veronica Panarello

Da qualche parte, in rete – c’era ieri, quindi oggi, ma anche adesso – c’era e c’è un video: aggiorna il repertorio dello strazio con una madre che urla sul proprio figlio morto. Sul proprio figlio ammazzato. Un faccino devastato dal dolore piange, strilla e canta l’addio alla carne della propria carne raccontando il come e il dove di quella messa a morte. Una messa a morte voluta da lei, lei che da madre si dichiara fuori da ogni natura, orba di Misericordia, destinata alla pietà della morte se solo ci fosse una maniera pietosa per farsi togliere da mezzo. Non si sente degna della vita questa madre costretta alla berlina, ridotta a video nel mare grande della rete dove ieri, quindi oggi e dunque adesso replica a beneficio del morbo più insano – guardarla – l’assassinio. E nessuno, neppure uno straccio di legge, può impedirne la conclamata pornografia. Povero figliolino, e povera assassina.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    28 Febbraio 2017 - 11:11

    C'era una volta - ieri, ier l'altro?- in cui ciascuno i suoi guai, i suoi drammi, le sue tragedie, i suoi dolori se li teneva e pativa per se, al massimo confidandosi con le persone più vicine e più care. Il cosiddetto progresso ha voluto che tutto fosse esibito e messo in piazza, ovvero in TV o sul web. Sovente con preventiva ignobile sosta dal sarto, dal parrucchiere e dall'estetista. Persino il povero cornuto provava a negare o quanto meno a nascondersi per la vergogna del torto subito. Ora non vede l'ora di gridare ai quattro venti il suo essere becco. Naturalmente vale anche per le donne.

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