L'esibizione di slogan è solo marketing

Il post-it su Regeni su uno scaffale di miele biologico è tutt’altro che una testimonianza di vicinanza al dolore della famiglia

regeni

(foto LaPresse)

Non c’è bar, birreria o libreria de sinistra che non inalberi il cartello “Verità per Giulio Regeni”. E’ un timbrare il cartellino all’ufficio collocamento del riflesso condizionato perché ormai nefandezza e turpitudine, nel flusso dei fattacci, un lasciapassare nel sentimento diffuso lo trova. L’esibizione di uno slogan solleva tanto dalla pietà quanto dall’esercizio critico. Il post-it su Regeni su uno scaffale di miele biologico è tutt’altro che una testimonianza di vicinanza al dolore della famiglia, degli amici e alla vita stessa di quel ragazzo – ucciso dai sicari del regime egiziano, va da sé esito di una primavera araba. E’ mercificazione, peggio: è marketing. Quell’autocompiaciuto lisciarsi il pelo proprio del conformismo, biologico manco a dirlo. Una vicenda tragica trasformata in un emoticon.

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Commenti all'articolo

  • bragadin

    17 Agosto 2017 - 12:12

    diciamo che quello che si legge e si vede in tv, sul caso Regeni, è marketing: anche questo articolo è marketing ideologico quando si afferma che il ragazzo "è stato ucciso dai sicari del regime egiziano". Ora quello di Sisi, non è un regime: Sisi è stato eletto previo regolari elezioni e se un uomo coraggioso che ha avuto il merito di liberare la nazione (ed il mondo) da un regime sii pur eletto di VERI terroristi islamici, sarebbe "un bieco dittatore"... vabbè... ognuno ha le sue opinioni. Quanto ai "sicari del regime"... azzzz!!! Che razza di sicari ignoranti ed incapaci !!!!! Torturano ed ammazzano il soggetto... e poi buttano il cadavere martoriato in una fossetta stradale di una delle più trafficate arterie che portano al Cairo ... invece di farlo sparire per sempre, come farebbe il più deficiente agente del più inverecondo dei servizi segreti planetari !!!!!

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    14 Gennaio 2017 - 18:06

    C'è stato un altro spot pubblicitario in TV, più sottile e al contempo "sfacciato" di quello che lei propone qui: una ragazzo il cui viso, età e taglio di capelli erano da gemello del povero Regeni e il contesto magnificava la vendita di elettrodomestici di una nota società di distribuzione.

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  • giantrombetta

    14 Gennaio 2017 - 09:09

    Forse sarebbe il caso di chiedersi perché da sempre cartelli, striscioni e cortei dalle nostre parti si promuovono per reclamare verità (e giustizia) soltanto per poveretti assassinati (o sequestrati) di fede sinistra.

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