Il socialismo reale dell’industria editoriale

Altro non erano i comitati di redazione che i collettivi dell’autocritica, maligna messa in pratica del controllo democratico

giornali

(foto di Flickr)

Sarà pure il grillaccio del malaugurio e però il socialismo reale – senza necessità di scomodare Mao Tze Tung – è stato parte fondante dell’industria editoriale. Altro non erano i comitati di redazione che i collettivi dell’autocritica, maligna messa in pratica del controllo democratico e perciò – non per darsi la zappa sui piedi – urge adesso stampare un de profundis per il giornalismo come da aforisma longanesiano: “Combatterono per la libertà e la libertà di concorrenza li sconfisse”. Non per darsi la zappa sui piedi, appunto, ma la giuria popolare evocata da Beppe Grillo la sua sentenza sui giornali l’ha già emessa: non c’è più popolo alle edicole.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    05 Gennaio 2017 - 12:12

    E' vero c'è poco popolo nelle edicole, ma la colpa è della carta stampata che pubblicizza ed enfatizza, in modo gratuito, le tv, le quali, se non uscissero i giornali, non avrebbero notizie, visto che i telegiornali, pubblici e privati, sono ripetitivi all'inverosimile, perfino sulle previsioni del tempo.

    Report

    Rispondi

Servizi