Chi può far rivivere il varietà in televisione

Il canone è cattedratico e non ci si scosti da un assioma: il varietà sta alla tivù come la commedia alla letteratura

Costantino Della Gherardesca

Costantino Della Gherardesca (foto LaPresse)

Finisce l’èra del reality, così La Stampa, ieri, in un articolo di Alessandra Comazzi. L’eterno ritorno del varietà in televisione nel racconto dell’anno che verrà. E’ il sabato del villaggio Italia, il varietà: “ancora ben fisso”, scrive Comazzi, “nell’inconscio collettivo dei diversamente giovani”. Ed è l’antidoto all’abbrutimento del trash obbligatorio, quella specie di lavatrice del buongusto che è diventato il populismo dei talent. Il canone è cattedratico e non ci si scosti da un assioma: il varietà sta alla tivù come la commedia alla letteratura. L’unico che può farlo vivere al meglio, dunque, è Costantino Della Gherardesca, campione di Rai2 e vicino al modello dei modelli: Carlo Goldoni, ovvero, l’alter ego di Alberto Lupo.

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