“Io non voto femmine"

Catania, neppure troppo tempo fa. Elezioni. Una signora si presenta al voto. Capta nelle discussioni tra i rappresentanti e il presidente di seggio l’argomento degli argomenti.
“Io non voto femmine"
Catania, neppure troppo tempo fa. Elezioni. Una signora si presenta al voto. Capta nelle discussioni tra i rappresentanti e il presidente di seggio l’argomento degli argomenti: l’obbligo delle quote, la parità di genere, insomma, la necessità di dare equilibrio nella rappresentanza politica portando il giusto numero di donne nelle istituzioni. La signora, elegante e bella assai, coglie l’antifona. Fa finta di niente. Mostra il proprio documento, prende la scheda e va in cabina dove fa il dovere suo. Apriamo una parentesi: Donald Trump – così si legge su Dagospia – viene a sapere da un sondaggio che le donne americane sono più maschiliste degli uomini, non sono così contente di avere Hillary Clinton alla Casa Bianca. Chiudiamo la parentesi e torniamo a Catania. La signora esce dalla cabina, consegna la scheda, saluta tutti e dice: “Io non voto femmine; e nemmanco puppi”.

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