Sultani e Brahmini tra le bancarelle a Re di Roma

Sultani e Brahmini tra le bancarelle a Re di Roma

L’indù Rahab che arriva dal Punjab incontra a Kerbala l’imam Hosseyn, il nipote di Maometto (su di Lui la Pace), e dunque figlio di Fatima e di Alì. Durante la battaglia Rahab combatte nell’armata dell’imam. Altri indiani, arrivati con lui, lo seguono valorosamente nel combattimento contro gli eserciti di Yazid. Hosseyn si commuove nel vedere un così generoso compagno, forgiato nella religione degli Indù, darsi nella battaglia delle battaglie. Imam Hosseyn gli concede allora il titolo di Sultano e lo invita a tornare in India dove i Brahmini, nel nome del Martire di Kerbala ancora oggi cantano: “Con la legge degli Indù, con il credo dell’Islam, per metà Indù, per metà musulmano”. La parola “sole”, in sanscrito “adytia”, diventa appellativo di Rahab. Ed è Datt, il Sultano. Così spiegava ieri Om Murti nella sua bancarella ai Re di Roma, la metropolitana. Mentre intorno calavano gli avatar di un pomeriggio da Kali-Yuga.

 

(foto di Ornella Sinigaglia via Flickr)

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