Marsilio Ficino e l'anima in carne, ossa e vita quotidiana

A che vale pensare a lei se poi io lei la lascio sempre sola, lontana da me? A che vale dedicarle il canto – il più dolce dei canti – se da lei si resta lontani, in luoghi dove neppure le arriva la mia voce e altre si affacciano dalle finestre e ogni nota, così, diventa bottino per ladre a me estran
Marsilio Ficino e l'anima in carne, ossa e vita quotidiana

A che vale pensare a lei se poi io lei la lascio sempre sola, lontana da me? A che vale dedicarle il canto – il più dolce dei canti – se da lei si resta lontani, in luoghi dove neppure le arriva la mia voce e altre si affacciano dalle finestre e ogni nota, così, diventa bottino per ladre a me estranee? Quale utilità può avere lei, l’anima, se di lei resta un’idea e non una presenza di carne, ossa e vita quotidiana? Così, ieri, Marsilio Ficino, se la discuteva di copula mundi con il capo treno del Frecciarossa in servizio da Trieste a Roma Termini mentre lei, l’anima, gli parlava al telefono per dirgli: “L’unica forza che possa produrre una forma è tu e io, è noi”.

 

(foto di Nicolas Alejandro via Flickr)

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