L'amore e il frate cappuccino in metropolitana

Quello che veramente ami rimane, il resto è scorie. Ha ragione Ezra Pound. E’ proprio così. Rimane la viva carne dell’emozione e rimane la dura scorza dell’errore.
L'amore e il frate cappuccino in metropolitana
Quello che veramente ami rimane, il resto è scorie. Ha ragione Ezra Pound. E’ proprio così. Rimane la viva carne dell’emozione e rimane la dura scorza dell’errore: avere mancato, avere amato e poi continuare ad amare ancora nella foresta degli sbagli dove solo chi confida in se stesso si perde, è solo chi non smette di cercare ritrova. E’ più importante amare che essere amati. Così diceva ieri un monaco cappuccino a un amico adombrato – e chissà perché – seduti a conversare sul vagone della metropolitana in direzione di Piramide, a Roma. Così parlava il francescano e aveva il pelo bianco, nobile e puntuto, uguale a quello di Pound. Si levò alto il Canto, il suo amico scese quindi alla fermata e al piano di sopra, ai treni per Ostia, ritrovó finalmente ciò che rimane. Lasciando dietro di sé le scorie.

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