Colpisce scoprire che in Italia esiste ancora un pubblico per l'arte

A margine del caso “Elena Ferrante” – svelare l’identità della scrittrice più amata dal pubblico internazionale  – quello che più colpisce è scoprire che esista ancora un pubblico in Italia.
Colpisce scoprire che in Italia esiste ancora un pubblico per l'arte
A margine del caso “Elena Ferrante” – svelare l’identità della scrittrice più amata dal pubblico internazionale  – quello che più colpisce è scoprire che esista ancora un pubblico in Italia. L’arte, la fatica dell’immaginazione, la messa in opera del racconto – insomma, la letteratura – ha un riscontro di mercato se la signora s’è potuta comprare delle case importanti e mettere da parte un patrimonio. Ed è l’aspetto più insolito della vicenda quando in Italia si vendono quattro copie in tutto tra le librerie superstiti, i film durano in sala un solo sabato e una sola domenica, i teatri faticano e i musicisti – nell’Italia del bel canto – s’attardano a far la posteggia nelle metropolitane per arrotondare. E colpisce, quindi, il fatto proprio inaudito: che esista un pubblico gioiosamente pronto a spendere per godere l’arte. Elena Ferrante, buon per lei, non solo fa soldi. Fa pedagogia.

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