Elio Germano come Francesco d'Assisi. Perfetto

Ogni racconto intorno ai servitori di Dio rafforza nel cuore di chi guarda la perfetta imitazione che è tra le virtù necessarie a conseguire la beatitudine.
Elio Germano come Francesco d'Assisi. Perfetto
Elio Germano nel ruolo di Francesco d’Assisi è perfetto. Buon pro gli faccia. Non ci si dovrebbe mai sottrarre alla fatica di rappresentare la santità. Fosse pure nelle scenette a scuola, figurarsi al cinema, ogni racconto intorno ai servitori di Dio rafforza nel cuore di chi guarda – di chi assiste, di chi si compenetra – la perfetta imitazione che è tra le virtù necessarie a conseguire la beatitudine (previa confessione della propria pochezza e della spaventosa impotenza di ciascuno). L’aspirare all’emancipazione dai vincoli del mondo per tramite di catarsi dà prova di misura, in ognuno, delle proprie forze. E chi interpreta Francesco, libero dai cascami mentali della lectio “umanistica”, trova il proprio viaggio – l’ascesa a Dio – e stabilisce così il dominio del basso mondo. La rappresentazione è già preghiera. E’ il rammentare dello stare insieme lungo la via della Misericordia (che è la più impegnativa tra le imitazioni).

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