Ciacolare in tema di cieli alla stazione di Piazza Vittorio

Un capannello di sfaccendati si attardava ieri nell’atrio della stazione di Piazza Vittorio della metropolitana di Roma. Nella zona dove tutti vanno di fretta i quattro – erano appunto in quattro – stavano a ciacolare in tema di cieli.
Ciacolare in tema di cieli alla stazione di Piazza Vittorio
Un capannello di sfaccendati si attardava ieri nell’atrio della stazione di Piazza Vittorio della metropolitana di Roma. Nella zona dove tutti vanno di fretta i quattro – erano appunto in quattro – stavano a ciacolare in tema di cieli. “Senza la rettitudine e la purificazione del corpo”, diceva uno con uno zaino appeso su metà spalla, “non si arriva all’anima”. Quindi sbucò Giufà. Raggiunse il quartetto e portò loro la sentenza di al-Gazali: “La vita terrena non è che una preparazione del mondo interiore”. Dopo di che dalle scale mobili arrivò Giufina, la sua adorata, e lui la baciò. Definitivamente. Insediando in lei le illimitate necessità del cuore.

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