L'allegria del Giornale quando c’era Gian Battista Bozzo

E’ stato un bellissimo mondo, il giornalismo. Vi sbocciavano i rumori di allegria e quella speciale serenità fatta di mestiere chiaro e limpido. Era una sorta di tana del galantomismo, la redazione romana de Il Giornale
L'allegria del Giornale quando c’era Gian Battista Bozzo
E’ stato un bellissimo mondo, il giornalismo. Vi sbocciavano i rumori di allegria e quella speciale serenità fatta di mestiere chiaro e limpido. Era una sorta di tana del galantomismo, la redazione romana de Il Giornale, forgiata – a suo tempo – da Indro Montanelli. C’era da divertirsi. E c’era Gian Battista Bozzo. Non mi capitava più d’incontrarlo, incrociavo però Fabrizio Ravoni e l’abbracciavo forte per salutare con lui, il compagno di banco. Adesso che Lello se n’è andato, stringerò ancora più forte Fabrizio – rimasto solo – per prendermi ancora un poco di quel bellissimo mondo, di quel rumore di allegria e di speciale serenità sempre stampata sul volto di Lello, Lello Bozzo.

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