Obelix nel quartiere Prati

Da pazzi, ieri – sotto il sole cocente – Obelix. Andava e veniva da una cava di chissà dove e depositava macigni immensi di dura pietra lungo i marciapiedi del quartiere Prati, a Roma, per lavorarli e farne menhir.
Obelix nel quartiere Prati
Da pazzi, ieri – sotto il sole cocente – Obelix. Andava e veniva da una cava di chissà dove e depositava macigni immensi di dura pietra lungo i marciapiedi del quartiere Prati, a Roma, per lavorarli e farne menhir. Non aveva tregua, Obelix. Li seminava lungo il percorso che dalla stazione Lepanto della metropolitana porta a piazza Mazzini per onorare il vai e vieni di Falbalà. Non ne degnava manco uno di quei pietroni lei, altera e musona, ma Obelix – preso da pazzia – seppe come catturarle, infine, un sorriso: fece per lei un menhir in forma di cornetto Algida, grande quanto due palazzi. E uno lo fece per sé. Al gusto di cinghiale.

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