Non si può fare un occhio a una pupa

Non si può fare un occhio a una pupa. Anche il più semplice dei propositi, il più facile – ritagliare un buco alla pupazza, e poi un altro, per darle la vista – diventa difficile. Non riesce.

Non si può fare un occhio a una pupa. Anche il più semplice dei propositi, il più facile – ritagliare un buco alla pupazza, e poi un altro, per darle la vista – diventa difficile. Non riesce. Si preme col dito, il più delicatamente possibile, e al posto dell’occhio, invece che la luce, ne viene uno sbrego tutto di vuoto nulla. C’è sempre chi si porta dentro un peso – “peggio che il piombo”, direbbe un saggio esperto di vicende umane – ed è tutto questo gravame a impedire a questi segnati dalla malasorte di realizzare ciò che sarebbe giusto fare, o avere, trattandosi di diritti: sia esso il lavoro, la parola, la dignità e il pane. A proposito di pane. C’è un detto antico che fa testo, più che qualunque Carta costituzionale. E così recita: “A chi ti leva il pane, levagli la vita”.

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