Il lavoro culturale di D’Agostino

ipetersi non guasta. Approfittate della riproducibilità tecnica della tivù on demand dove tutto torna per leggere – e di questo si tratta, sebbene sia in video – Dago in the Sky, la trasmissione di Roberto D’Agostino, il libro che nessuno saprà mai scrivere.
Il lavoro culturale di D’Agostino
Ripetersi non guasta. Approfittate della riproducibilità tecnica della tivù on demand dove tutto torna per leggere – e di questo si tratta, sebbene sia in video – Dago in the Sky, la trasmissione di Roberto D’Agostino, il libro che nessuno saprà mai scrivere. In Italia, uno che sappia mettere mano al brulicare del nuovo non si trova. Nessun pasolinismo – giusto per riferirsi al più comune dei luogocomunismi – potrebbe mettersi alla prova col fragore dei dildo, con i frame e con la rete dell’intero mondo le cui maglie, anche in Italia, cercano e producono sensori. E D’Agostino – artista puro, sensore di tutto ciò che arriva – fa il lavoro culturale che nessun gramscismo, nel mito dell’egemonia culturale, saprebbe mai fare.

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