Laila rapita dai pirati

Ieri sera Laila, rapita dai pirati e portata a forza lontano, con un velo di seta azzurra sul capo se ne uscì a passeggiare in terra straniera. E non c’era più il profumo dei gelsomini a sprigionarsi nell’aria fresca della sera, e non c’erano più le lastre di pietra dove far ballare i propri passi.
Ieri sera Laila, rapita dai pirati e portata a forza lontano, con un velo di seta azzurra sul capo se ne uscì a passeggiare in terra straniera. E non c’era più il profumo dei gelsomini a sprigionarsi nell’aria fresca della sera, e non c’erano più le lastre di pietra dove far ballare i propri passi. Così, per un attimo, triste nell’anima, Laila ebbe a raccogliere con lo sguardo una lacrima caduta in basso. E mentre si prendeva di malinconia a guardare il grigio del cemento sul marciapiede, ecco che cominciò ad arrivare a lei una miriade di lucine alate mandate da Majnun, il folle, che non poteva essere lì ma che – da sempre – sa attraversare i muri, bacia ogni parete e arriva da ogni distanza. Arrivando sulle ali degli occhi. Scintillanti come lampare in mezzo al mare, di notte.

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