Il partito di vodka e di tonica

Più che il centrosinistra, il centro storico. Più che i campi e le officine, solo happy hour, salotti e circoli. L’analisi del voto conferma a Roma, a Milano e a Bologna qualcosa di più di una tendenza, ma una destinazione: i quartieri alti votano a sinistra mentre le periferie scelgono il bieco populismo.
Il partito di vodka e di tonica
Più che il centrosinistra, il centro storico. Più che i campi e le officine, solo happy hour, salotti e circoli. L’analisi del voto conferma a Roma, a Milano e a Bologna qualcosa di più di una tendenza, ma una destinazione: i quartieri alti votano a sinistra mentre le periferie scelgono il bieco populismo. A Roma, per esempio, Parioli e Prati, quartieri alto-borghesi, si sono stretti intorno a Roberto Giacchetto, il candidato di Matteo Renzi. Ed è il partito di vodka e di tonica più che di lotta e di governo. Il fighettume, sempre di più, si sostituisce alle Case del Popolo e ai collettivi ma non deve meravigliare tutto ciò, i comunisti – si sa – sono bo bo, ovvero borghesi e bohémien, tutto è nel dna e vale sempre la regola di Ennio Flaiano: “Comunista, io? Mi spiace, non posso permettermelo”.

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