Il capolavoro di Berlusconi

Scrivo in dissenso con il mio amico Filippo Ceccarelli (ieri, su La Repubblica il suo articolo: “Gag, selfie e battutacce davanti al seggio. In video il flop di Silvio”). Non è lungo, lento, triste il declino di Berlusconi.
Il capolavoro di Berlusconi
Scrivo in dissenso con il mio amico Filippo Ceccarelli (ieri, su La Repubblica il suo articolo: “Gag, selfie e battutacce davanti al seggio. In video il flop di Silvio”). Non è lungo, lento, triste il declino di Berlusconi. E il suo fingersi rimbambito – è il Matto dei tarocchi, giusta figura per un seguace di Erasmo da Rotterdam qual è Berlusconi – altro non è che il capolavoro degli affari suoi. In un colpo solo ha fatto tutto: ha tagliato la strada verso il Campidoglio a Giorgia Meloni; ha azzoppato l’opa sul centrodestra, o area moderata che dir si voglia, di Alfio Marchini; ha regalato a Matteo Renzi il competitor più comodo, ovvero Matteo Salvini; per non dire, infine, di Virginia Raggi: la destina sindaco di Roma e così, mettendo i CinqueStelle alla prova, con il patatrac dell’onestà-tà-tà, una volta per tutte, torna Brevnev e tutto, nell’apoteosi della politica, sarà condonato.

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