L’orgia di retorica sulla nascita della Repubblica

Come si sarebbero comportati i quotidiani – e le tivù – se quello appena trascorso, fosse stato un altro 2 giugno: ovvero, la riconferma della Monarchia nel referendum di 70 anni fa?
L’orgia di retorica sulla nascita della Repubblica
Non si potevano neppure toccare, ieri, i giornali. Tanto bussava la controindicazione lassativa nell’orgia di retorica sulla nascita della Repubblica al punto di sollevare un esercizio di ucronia, l’unico possibile: come si sarebbero comportati i quotidiani – e le tivù – se quello appena trascorso, fosse stato un altro 2 giugno: ovvero, la riconferma della Monarchia nel referendum di 70 anni fa? Nessuno, ieri, nella marmellata del bla bla femminista ha ricordato un semplice fatto – e cioè, altro che vestiti nuovi, il Pci non voleva dare il voto alle donne – e nessuno, ieri, ha raccontato il voto determinante dei fascisti (con tanto di trattativa segreta tra Palmiro Togliatti e Pino Romualdi) a favore della Repubblica. Come si sarebbero comportati i giornali, e i tigì, se ci fosse stata da festeggiare la Monarchia? Allo stesso modo. Con le stesse firme di oggi. Gli stessi titoli. Le stesse omissioni. E la stessa diarrea.

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