Simone Di Stefano tra i quattordici impresentabili

La Commissione Antimafia ha terminato l’analisi di 3.275 candidati alle prossime amministrative. Quattordici, in base alla Legge Severino, sono considerati impresentabili. 
Simone Di Stefano tra i quattordici impresentabili
La Commissione Antimafia ha terminato l’analisi di 3.275 candidati alle prossime amministrative. Quattordici, in base alla Legge Severino, sono considerati impresentabili e il Tg1 – ma anche diverse testate autorevoli, ieri – nel mettere la foto di Simone Di Stefano, il candidato di Casapound, non ha avuto minimo scrupolo professionale e spiegare il perché del trovarsi tra i quattordici. Ecco, condannato per furto, certo. Il furto per cui è accusato Di Stefano però, non è una tangente, né un’estorsione, bensì la bandiera dell’Unione europea. Capitò al termine di un corteo svolto dalla sede di Casapound di via Napoleone III a Roma proprio contro le politiche economiche di Bruxelles. Il candidato di Casapound si era arrampicato con una scala sul balcone di un edificio istituzionale per strappare il vessillo blu con le stelle dorate: “Quella bandiera per me è solo uno straccio e quell’arresto una medaglia sul petto”, così aveva detto Di Stefano e l’europeista Tg1, ieri, ha reso pan per focaccia in spregio di ogni correttezza. Figurarsi della lealtà.

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