Salvatore Striano, al Salone del Libro di Torino

Ascolta la storia di un fratello che ha rovinato la sorella con la cocaina, e piange. E’ Salvatore Striano, al Salone del Libro di Torino.
Salvatore Striano, al Salone del Libro di Torino
Ascolta la storia di un fratello che ha rovinato la sorella con la cocaina, e piange. E’ Salvatore Striano, al Salone del Libro di Torino. E’ sul palco di “Adotta uno scrittore”, l’iniziativa per la diffusione della lettura. Ogni scrittore incontra una classe e a lui – lui che n’è uscito – tocca la scuola più speciale, il carcere, dove c’è quel fratello presente in un foglio da leggere e non più quella sorella, uccisa. “Mi ha salvato il libro”, urla Striano. La sala si affolla di studenti e mentre i ragazzi di Striano non possono esserci per via dei regolamenti, accompagnati da un insegnante e non da una guardia, gli specialissimi alunni invece arrivano per dire “eccoci, Sasà”. E lui, Sasà, dalla barba rasposa, trova specchio nel suo stesso pianto.

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