Il figlio chiamato “adottivo” per mero gargarismo sociologico

Il lapsus. Tutti, ieri – tutte le testate, tutti i siti – nel dare la notizia del massacro di un padre e di una madre, uccisi dal figlio, a Cagliari, hanno in automatico scritto “figlio adottivo”.
Il lapsus. Tutti, ieri – tutte le testate, tutti i siti – nel dare la notizia del massacro di un padre e di una madre, uccisi dal figlio, a Cagliari, hanno in automatico scritto “figlio adottivo”. Il  linguaggio non è mai innocente e tutti, ieri, hanno così voluto alludere a una crepa: una sorta di buio obbligato proprio dell’adozione. E tutti dunque – specialmente quelli che in luogo di papà e mamma dicono genitore 1, genitore 2 – con disinvoltura hanno scritto “adottivo” come se quello dei figli voluti e non per come può capitare, avuti per gravidanza, fosse una metà d’amore, un sovrappiù di disagio. E’ l’allevare a generare l’amore ma tutti, ieri – soprattutto quelli del ciripiripì che non ha “genere” – hanno detto “adottivo” per mero gargarismo sociologico. Un lapsus. Un modo maligno per arrivare a generato 1 e generato 2. 

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