Una strega sul traghetto per Messina

C’era, ieri, sul traghetto per Messina, una donna dallo sguardo algido e forse anche cattivo. Aveva un lungo pastrano nero, portava al guinzaglio un cagnacci.
C’era, ieri, sul traghetto per Messina, una donna dallo sguardo algido e forse anche cattivo. Aveva un lungo pastrano nero, portava al guinzaglio un cagnaccio e tutto il bellissimo e lo straordinario che poteva fare – perché bella e straordinaria era – lo affidava all’esatto contrario. Sfoderava un tatuaggio maligno sul polso, quindi una fibbia di radica marcia a legare le strisce di cuoio del bagaglio – come un manico, rosicchiato dal botolo – e poi una sorta di amuleto al collo: la stella con cui si segna il tracciato delle divinazioni. Una strega, insomma. Eccola. L’avvicina un soldatino: “Ha una vettura in stiva?”. Lei risponde e lo raggiunge in petto: “Tu hai tutto dinanzi a te”. E se lo porta via.

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