A Roma le piazze erano mare, Le strade, canali

Ieri, Roma, era tutto un desiderio di fuga e non c’erano automobili ai semafori. C’erano barche. E già di buon mattino, l’amore, si scioglieva in dissolvenza col gonfiore del cielo uggioso da dove se ne scendevano le vele giunte da baie baciate dai fiori nuovi degli alberi
Ieri le piazze erano mare. Le strade, canali. E le stazioni della metropolitana, porti. Ieri, Roma, era tutto un desiderio di fuga e non c’erano automobili ai semafori. C’erano barche. E già di buon mattino, l’amore, si scioglieva in dissolvenza col gonfiore del cielo uggioso da dove se ne scendevano – ubriache di felicità – le vele giunte da baie baciate dai fiori nuovi degli alberi. Sarà pure febbraio e chissà quante gelate ancora arriveranno ma spiritosa come sempre, Diana cacciatrice, giusto al Gianicolo, sfoderava il suo profilo migliore a bordo della Tiguan Volkswagen trasformata per l’occasione in un veliero: e fu così che ieri la primavera entrò in testa per non andarsene più, come il motivo di una canzone.

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