Smog, polveri sottili e altri rimasugli

E’ un rimasuglio di chissà che la parola “smog”. E anche il concetto di “polvere sottile”, residuo di scienze sociali più che di chimiche applicate alla meteorologia. La secchezza delle fauci fa il paio con il vigore fuori luogo delle ginestre..
E’ un rimasuglio di chissà che la parola “smog”. E anche il concetto di “polvere sottile”, residuo di scienze sociali più che di chimiche applicate alla meteorologia. La secchezza delle fauci fa il paio con il vigore fuori luogo delle ginestre. Vanno in smanie,  quest’ultime, come le cagne in preda alla gravidanza isterica. C’è insomma una psicotica superstizione tutta di siccità e aria ferma e non si capisce perché mai - forse per non urtare gli Stati Uniti - non si proceda, in forza di religio, con la danza della pioggia. Saranno quarantasei anni che non ne vedo una. Eppure non mancherebbero gli sciamani. Siano essi Pellerossa o santi di Lucania. E per tamburi vanno bene i bidoni per il gasolio, quelli metallici, capovolti. Ogni botto, una nube. E dunque la pioggia. Funziona. Più di ogni ordinanza comunale. Si gira intorno al bidone, si dice “augh!”. E funziona.

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