Petto, coscia e Ala. Il Centrodestra è servito

C’è chi la prende di petto – e Renato Brunetta rischiando di essere esautorato, di petto ha preso la questione facendosi confermare capogruppo alla Camera – e c’è chi prende la coscia, nel senso dei “sempre in gamba”. Ed è, quest’ultima – fuor di metafora – l’iniziativa di Silvio Berlusconi.

Petto, coscia e Ala. Il Centrodestra è servito. C’è chi la prende di petto – e Renato Brunetta rischiando di essere esautorato, di petto ha preso la questione facendosi confermare capogruppo alla Camera – e c’è chi prende la coscia, nel senso dei “sempre in gamba”. Ed è, quest’ultima – fuor di metafora – l’iniziativa di Silvio Berlusconi. C’è una sorta di allunata malia nel finale d’opera del berlusconismo. Forte è il petto, soda è la coscia ma ghiotta assai è l’Ala, ovvero, Alleanza liberalpopolare autonomie. E’ il partito di Denis Verdini che risulta doppio nel raddoppio dei parlamentari prontamente accorsi in fiocco e controfiocco perché, insomma, debole ormai è il petto, malferma è la coscia e l’Ala, per dirla con Denis – pur volante – è “l’ultimo treno”. Dopo di che, ecco: la rosticceria è bella che chiusa.

 

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