Decine di morti negli incendi in Portogallo e Galizia

I roghi sarebbero stati appiccati da piromani ma sono stati alimentati dalla siccità e dai forti venti portati dall'uragano Ophelia

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Il Portogallo osserva da oggi tre giorni di lutto nazionale per le vittime, almeno 39 accertate, causate dagli incendi scoppiati domenica e che ancora non danno tregua. Nella notte, circa 3.600 vigili del fuoco hanno cercato di domare una cinquantina di roghi ancora attivi. I roghi tra il Portogallo e la vicina regione spagnola della Galizia, secondo le autorità di Madrid, sono stati appiccati da piromani ma sono stati alimentati dalla siccità e dai forti venti portati dall'uragano Ophelia. E il bilancio potrebbe ancora salire: in Portogallo, dove tra le vittime c'e' stato anche un bimbo di appena un mese, mancano all'appello ancora sette persone. Tra gli oltre 60 feriti, 16 versano in gravissime condizioni: sono civili ma anche pompieri. Il Portogallo già a metà giugno aveva dovuto far fronte a un'ondata di incendi che avevano causato 64 morti e oltre 250 feriti. Sono stati impiegati nella regione anche due canadair del dipartimento dei vigili del fuoco italiani, attivati da Bruxelles su richiesta del governo portoghese nell'ambito dell'Eerc, la Capacità europea di risposta emergenziale. Tra gennaio e fine settembre sono già 216.000 gli ettari di terreno andati in cenere in Portogallo.

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