Oggi Koestler farebbe la fine di Kevin Spacey

La grande arte non si basa sulla “reputazione sessuale”. Scrive il Times

Oggi Koestler farebbe la fine di Kevin Spacey

Kevin Spacey nel ruolo di Paul Getty. Foto LaPresse

Lo tsunami di accuse sessuali che sta prendendo forza sembra che possa portare via la serie Netflix ‘House of Cards’, alla quale sono disperatamente dipendente”. Così scrive sul Times Melanie Phillips. “La sua stella, Kevin Spacey, che interpreta un presidente americano mostruosamente corrotto, è stato accusato di abusi sessuali dai giovani uomini che lavorano nello spettacolo. E’ accusato di simili comportamenti al teatro Old Vic di Londra dove è stato direttore artistico per più di un decennio. Netflix ha sospeso le riprese della sesta e ultima stagione di ‘House of Cards’. Ora si parla di togliergli il premio speciale Olivier che gli è stato assegnato nel 2015 dalla Society of London Theatre. L’Accademia internazionale delle arti e delle scienze televisive gli ha anche ritirato l’Emmy che stava per dargli. Nessuna delle accuse contro di lui è ancora stata dimostrata”.

 

Ma se anche alcune lo fossero, Spacey non sarebbe il primo artista. “L’elenco risale al Medioevo quando Chaucer fu accusato di stupro e Thomas Malory venne imprigionato più di una volta per una serie di reati che includevano estorsioni, stupri e rapine. Tra gli scrittori moderni, Arthur Koestler, autore del romanzo ‘Buio a mezzogiorno’, era uno stupratore seriale che ha scritto alla sua seconda moglie: ‘Senza un elemento di stupro iniziale non c’è piacere’. Il premio Nobel William Golding, autore del romanzo del 1954 ‘Il signore delle mosche’, ha ammesso in documenti privati che da adolescente aveva cercato di stuprare una ragazza di 15 anni. Eric Gill, uno scultore pionieristico morto nel 1940 e le cui sculture adornano la Broadcasting House a Londra, abusava sessualmente delle sue figlie e aveva rapporti incestuosi con le sorelle. Possiamo separare il comportamento spaventoso di questi artisti dal loro genio? Possiamo godere e ammirare il film di Roman Polanski ‘Il pianista’, pur sapendo che il regista è colpevole di avere avuto rapporti sessuali con una bambina di 13 anni ed è stato accusato di altre aggressioni sessuali? Come ha scritto la biografa di Eric Gill, Fiona MacCarthy, mentre i suoi esperimenti sessuali con le figlie avevano luogo, Gill stava utilizzando queste giovani donne come modelle per le immagini bellissime delle sue sculture.

 

L’arte ha uno scopo morale, come uno estetico? Può un artista esprimere opinioni ripugnanti ed essere considerato grande? Alcune delle poesie di T. S. Eliot erano antisemite. Ezra Pound ha sostenuto il fascismo. Non dovremmo ascoltare la musica di Wagner, data la sua inestricabile associazione con il nazismo? Gli abusi di Eric Gill erano poco noti finché la biografia di MacCarthy non li ha rivelati nel 1989. Questa presa di coscienza cambia il valore intrinseco della sua arte? Le sculture di Gill improvvisamente diventano brutte, o le prestazioni di Spacey perdono il loro potere, solo perché siamo a conoscenza dei difetti degli uomini che li hanno creati? Spacey non merita di perdere i suoi premi”.

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Commenti all'articolo

  • Andrea

    13 Novembre 2017 - 12:12

    E senza le opere di Christopher Marlowe?... Nulla i benpensanti a questa altezza... non potranno mai arrivare...

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  • mauro

    13 Novembre 2017 - 11:11

    In tutta la faccenda è il semplice buonsenso che manca. Il guaio è che nell'odierno Occidente il buon senso difetta in tutti campi. A proposito, quante persone crede che leggendo dell'inestricabile "associazione con il nazismo" di Richard Wagner, lo immagineranno mentre compone il Parsifal nella sua stanza dell'hotel des Palmes di Palermo, sempre in stretto contatto telefonico con Adolf Hitler?

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