Padri padroni

Come Dafne sul fiume Peneo, c’è un modo per scegliere se stessi senza commettere parricidio

Padri padroni

"Apolo insegue Dafne", di Carlo Maratta (1681)

Ho lavorato in questi giorni a una drammaturgia teatrale di una delle metamorfosi di Ovidio, quella di Apollo e Dafne. Prima di trasformarsi in albero di alloro pur di sfuggire all’insistente corteggiamento di Apollo, Dafne chiede soccorso al padre, il fiume Peneo. “Concedimi una perpetua verginità”, piange e implora; non vuole amare né essere amata, e quella paterna è la sola figura che le sembra possa proteggerla, sostenerla nel destino di assoluta autonomia che lei ha scelto per sé. Peneo...

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