La politica in terra incognita, noi e i robot e l'America prima di Colombo. Di cosa parlare nel weekend

Un grande tema di dibattito spiegato bene, qualche lettura da non perdere, un video e vecchie storie che riaffiorano dal passato. Bastano pochi link per rendere speciale il fine settimana…

La politica in terra incognita, noi e i robot e l'America prima di Colombo. Di cosa parlare nel weekend

“Di Battista farà vaccinare suo figlio: ‘Mi raccomando, deve sembrare un incidente’…”

Giuseppe Miccolis


 

Terra incognita

 

La crisi catalana, l’impasse sulla Brexit e i tentativi di stralcio trumpiano dell’accordo sul nucleare con l’Iran e del “climate plan” di obamiana memoria sono tra i fatti più salienti della settimana. Soprattutto hanno un comune denominatore: sono tutti dietrofront e cambi di rotta (spesso epocali) che la politica sta dimostrando di non saper gestire. Sottovalutandone gli effetti per impeto populista, a cuor leggero, come quei bambini che si mettono nei guai e poi non sanno come uscirne. Risultato: si naviga in terra incognita, dall’Atlantico all’Europa al Medio Oriente…

 

Ma andiamo con ordine partendo dalla vecchia Europa. In Spagna Madrid ha attivato l’articolo 155 ma a fuoco lento, tenendosi ampio margine per logorare i secessionisti catalani fino all’inizio di settimana prossima. Il pericolo, a questo punto, è che il muro contro muro produca un vero e pericoloso “clash”. Anche perché crescono le pressioni sul presidente catalano da parte degli alleati separatisti duri e puri, a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum lanciato dal governo di Madrid.

 

Sempre in Europa ma un po’ più a nord il motore batte in testa. Secondo Politico, il negoziato sulla Brexit è ormai diventato una commedia tragica in 5 atti. Per il capo negoziatore Ue, Michel Barnier, i colloqui Londra-Bruxelles sono letteralmente ad un punto morto. Cosa succederebbe se i cittadini UK che hanno votato “Leave” e “Remain” nel referendum sulla Brexit, vivessero in due paesi separati, è invece un gustoso fantapolitics che racconta un mondo distopico che potrebbe presto diventare realtà.

 

Dall’altra parte dell’Atlantico, Donald Trump continua a regalare materiali succulenti alle redazioni di giornali e tv, tentando di rottamare scelte avviate e ratificate dal suo predecessore alla Casa Bianca. Il problema è che, come già successo con l’Obamacare, anche il suo tentativo di stralciare i punti chiave del “Climate plan” rischia di finire in un flop, riproducendo uno sterile braccio di ferro con il Congresso a guida repubblicana. L’altro dossier caldo è “l’Iran deal”. “Teheran sostiene i terroristi, il mondo deve fermarli”, tuona The Donald (nel mirino soprattutto il ruolo della Guardia rivoluzionaria). Cosa significa esattamente la scelta trumpiana di “decertificare” l’accordo e un interessante approfondimento su trent’anni di politiche Usa sul nucleare, comparando l’approccio che Washington ha avuto rispettivamente nei confronti di Iran e Corea del Nord…

 

Da non perdere

 

In che modo il leader cinese Xi Jinping è diventato l’uomo più potente del mondo (più influente di Donald Trump) e perché non dobbiamo aspettarci che possa cambiare in meglio la Cina (e il mondo).

 

Gli effetti di Facebook sulla democrazia americana (e perché praticamente nessuno aveva previsto quel che sarebbe successo) in uno splendido approfondimento dell’Atlantic.

 

La resa di migliaia di combattenti dell’ISIS. È successo qualche giorno fa nella città di Hawija, appena riconquistata dall’esercito iracheno, e nessuno sa dire con certezza il perché.

 

Noi e i robot. Dal mercato del lavoro alle disuguaglianze sociali, quale sarà l’impatto dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite.

 

Il piano di Ikea per vendere online i propri mobili su piattaforme e-commerce terze.

 

Come ha fatto Steve Kerr a rivoluzionare l’attacco dei Golden State Warriors trasformandolo in una micidiale macchina da canestri.

 

Vecchie storie

 

Storia del reddito Nord-Sud: perché non serve il modello Catalogna. Equivoci su Regioni che “danno” e che “prendono”. Cattiva amministrazione e cattiva spesa. Insomma il federalismo, a pochi giorni dal referendum lombardoveneto sull’autonomia.

 

Perché il pessimismo è la chiave per capire l’epopea vittoriana. Un nuovo libro sostiene che anche nel suo “secolo vittorioso”, la società britannica ha avuto più turbolenze di quanto fosse apparente.

 

1491, ossia come si viveva nell’emisfero americano prima di Cristoforo Colombo e della scoperta dell’America…

 

Guarda questo

 

L’ubriacante origine del brunch domenicale, spiegata in questo bel video di The Great Big Story…

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