La nuova Cina di Xi, la prima Brexit e l'importanza di Leonardo Sciascia. Di cosa parlare nel weekend

Un grande tema di dibattito spiegato bene, qualche lettura da non perdere, un video e vecchie storie che riaffiorano dal passato. Bastano pochi link per rendere speciale il fine settimana…

La nuova Cina di Xi, la prima Brexit e l'importanza di Leonardo Sciascia. Di cosa parlare nel weekend

Foto LaPresse

“Putin ha scoperto che in giro c’è uno più bullo di lui…” #Trump #Siria

Antonio Polito

 


 

Il secolo cinese

Quello in Florida doveva essere un incontro da ricordare, il primo contatto al vertice tra due personalità (Trump e Xi) le più distanti che ci possano essere e tra due potenze globali con interessi divergenti, invece gli attacchi con armi chimiche in Siria e poi la rappresaglia di Washington lo hanno oscurato. Usa e Cina dovranno rivedersi presto e cercare di collaborare perché i dossier sul tavolo, dal commercio internazionale alle tensioni geopolitiche nel quadrante asiatico (Corea del Nord e non solo), sono tanti e complicati. Ma la cosa forse più interessante è cercare di capire che tipo di paese sta diventando la Cina, dal punto sociale, economico e dei modelli di sviluppo. Farlo, ci permette di sapere che tipo di interlocutore abbiamo davanti.

Ad esempio Pechino punta a diventare una sorta di nuova, gigantesca Silicon valley. Appunto da “fabbrica del mondo” a produttore di innovazione radicale, senza snaturare le proprie caratteristiche. Sarà davvero possibile? Non solo. L’altro aspetto interessante su cui la Cina può mettere in campo una potenza di fuoco e investimenti in ricerca inarrivabili è la corsa all’Intelligenza Artificiale. Le sue applicazioni? Dal riconoscimento facciale al grande business dell’automobile di nuova generazione.

La Cina ha anche deciso di costruire da zero una nuova metropoli, Xiongang New Area, tre volte più grande di New York, all’insegna dello sviluppo sostenibile, dell’ecologia e dell’hi tech e allo scopo di decongestionare Pechino. Incredibile, eh? Peraltro alcune metropoli cinesi in grande espansione sono già alle prese con problemi giganteschi come gli allagamenti causati dal “climate change”. Insomma la scienza urbanistica sarà sempre più un fattore nel futuro dell’Asia.

Il principale timoniere di questa grande svolta è il presidente Xi Jinping, a cui il Nyt qualche tempo fa ha dedicato questo bellissimo profilo, cercando di farcelo conoscere quando era un giovane studente e muoveva i suoi primi passi in politica. Lettura utilissima! Al pari di quella che racconta come in Cina sta rifiorendo la religiosità, dal buddismo al cristianesimo, facendo proseliti tra le nuove classi medie.

Resta da capire dove Pechino prenda tutta l’energia che serve a muovere il paese. Se proviamo a seguire le mosse di Sinopec all’estero, dall’Africa all’America Latina, riusciremo a unire i puntini...

 


 

Da non perdere

Le minacce di morte a Gilles Kepel, uno dei massimo studiosi contemporanei di Islamismo radicale, e il grande dibattito sull’estremismo e l’assimilazione musulmana in Francia.  E perché la minaccia jihadista su suolo russo, dopo i fatti di San Pietroburgo, ahinoi, è destinata a crescere.

Perché lo strike Usa contro Assad rischia di rendere più complicata la lotta all’Isis e il reportage del Guardian dalla città fantasma di Khan Sheikhun, appena colpita dalle armi chimiche del regime siriano.

Sembra che nella grande corsa alla costruzione delle auto senza conducente, la cara vecchia industria di Detroit stia battendo i nerd super tecnologici di Silicon Valley…

Il viaggio di Victory Journal tra le città olimpiche per investigarne il lascito in fatto di strutture e storie da raccontare (via Rivista Undici).

Perché è ancora importante leggere Leonardo Sciascia, forse oggi più di prima. Lo spiega molto bene Claudio Giunta.

Vecchie storie

La bizzarra spedizione nazista in Tibet, correva l’anno 1938, ufficialmente per motivi zoologici e naturalistici, in realtà…

La gran storia di come fu pubblicato “I Miserabili”. Victor Hugo era in esilio, l’editore era sconosciuto ma molto ambizioso, ed è uno straordinario caso di marketing e intuizioni imprenditoriali che allora erano impensabili.

Theresa May non ha inventato nulla. La prima Brexit in realtà avvenne 430mila anni fa e fu molto ma molto più fragorosa perché portò alla separazione fisica del Regno Unito dall’Europa continentale…

 


 

Guarda questo

Le emissioni di gas serra nella visione di Barack Obama e in quella contrapposta di Donald Trump, riassunte in questo video del Nyt…

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