I segreti dell'auto che si guida da sola, Vienna città del secolo e il cinema di una volta. Di cosa parlare nel weekend

Un grande tema di dibattito spiegato bene, un paio di letture da non perdere, un video che riguarda tutti e una vecchia storia che riaffiora dal passato. Bastano pochi link per rendere speciale il fine settimana!

I segreti dell'auto che si guida da sola, Vienna città del secolo e il cinema di una volta. Di cosa parlare nel weekend

Foto di Nic McPhee via Flickr

Andavo a cento all’ora

Se parliamo di auto non c’è solo una nuova, possibile, puntata del #Dieselgate a tenere banco (dopo Volkswagen potrebbe toccare a Fca e Renault). No. C’è soprattutto la grande corsa a costruire e commercializzare la prima auto senza conducente.

In questo supposto bengodi stanno entrando tutti i grandi costruttori mondiali di automobili, in cooperazione e competizione con i colossi e le startup di Silicon Valley. Gli ultimi a mettersi in gioco sono i tedeschi di Audi in tandem con la tech company Nvidia. Se n’è parlato molto negli scorsi giorni al #Ces 2017, la grande fiera dell’elettronica di Las Vegas.

“Frenesia” è la parola chiave per descrivere la nuova febbre dell’oro. Insieme a “contaminazione”, “sperimentazione” e “innovazione” come racconta questo bellissimo corto sull’auto del futuro e le app “che ci faranno viaggiare, non più guidare”, prodotto dall’Economist insieme a Ernst & Young.

Per capire a che punto è la sfida per costruire la Car Company del futuro e le nuove gerarchie tra “produttori di automobili” e “produttori di algoritmi”, in altri termini Detroit contro Silicon Valley, è utile leggere questa ottima long read di Fortune. Per la prima volta nella storia, chi costruisce vetture potrebbe non essere nella posizione dominante.

Se però guardiamo al numero di brevetti depositati, la vecchia industria automotive non sembra ancora spacciata, anzi. Sono loro a guidare l’innovazione nella sfida per realizzare la tanto agognata “driverless car”.

Ci sono poi gli effetti che questa rivoluzione produrrà su tutti noi. Molti analisti e studiosi stanno cominciando a misurare l’impatto sulle nostre città in termini di mobilità e urbanistica, l’impatto sui nostri sistemi economici e sul modo di lavorare, il dilemma etico che si proporrà all’algoritmo sul tema della sicurezza (vengono prima i passeggeri o vengono prima i pedoni?).

Infine, un po’ più nel dettaglio, l’elenco di 128 cose, mansioni, mestieri, figure che scompariranno con le auto senza conducente sulle nostre strade. Allacciate le cinture, cercate se siete anche voi nel mazzo, e buona fortuna…!

 

Da non perdere

Vienna, la città del secolo. L’Economist racconta il fermento culturale e i personaggi a cavallo tra fine ottocento e inizio novecento che hanno reso la capitale austriaca un bastione liberale inarrivabile, trasformando per sempre le idee dell’Occidente.

Il ritorno della politica e dei politici in Europa, dopo la parentesi tecnocratica e il funzionalismo comunitario. Piaccia o meno può leggersi anche così la ventata populista che attraversa il vecchio continente. Fa discutere questa analisi di Politico.

E poi come si faceva il cinema una volta. Fotografie meravigliose dai set cinematografici tra grandi film, effetti speciali artigianali e facce a cui siamo affezionati.

  

Vecchie storie

L’altro giorno hanno ricoverato in ospedale Charles Manson, oggi 82enne. Ricordate? Manson, detenuto da 45 anni in un carcere californiano, sconta l’ergastolo quale mandante del massacro di Bel Air del 1969, uno dei più efferati della storia americana, quando i suoi adepti uccisero l’attrice Sharon Tate e quattro suoi amici, sconvolgendo Hollywood.

Per saperne di più, due autentiche chicche dagli archivi. La vera storia di quei tremendi omicidi (a cura dell’avvocato che lo ha incastrato, Vincent Bugliosi) e il racconto di Gay Talese sul covo della “Manson Family”, pubblicato da Esquire nel marzo del 1970.

Ps. Ora Manson è tornato di nuovo in prigione, troppo debole per farsi operare. Ma non sta affatto bene, anzi...

 

Guarda questo

Tranquilli, le fake news non sono il problema principale dei media in questi mesi turbolenti. Lo spiega bene questo video di Vox...

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