Il divino era sfuggente

Io non sapevo cosa avrei fatto al mio ritorno in Italia, non sapevo quando sarei tornato ma stavo bene, mi riconoscevo in me stesso

Il divino era sfuggente

Il senso della vita era ancor più torbido di quando ero partito e il divino era sfuggente. Io non sapevo cosa avrei fatto al mio ritorno in Italia, non sapevo quando sarei tornato ma stavo bene, mi riconoscevo in me stesso, riconoscevo la mia identità anche se nessuno, su quella nave, conosceva il mio nome. Sentivo che ogni mio gesto estendeva il mio senso di appartenenza verso il genere umano.

(Alessandro Di Battista, “A testa in su”, Rizzoli, pag. 103)

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